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“La Tuscia è diventata collettore di tutto quello che altri territori rifiutano”

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Un impianto fotovoltaico

Un impianto fotovoltaico

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – È notizia recente il via libera alla realizzazione dell’ennesimo impianto fotovoltaico in provincia di Viterbo.

Ben 96 ettari in località Pian di Giorgio che fa il bis con l’altro mega impianto in fase di realizzazione in zona Cipollaretta (dalla strada Tuscanese non si nota perché si sono fermati appena oltre la collinetta). Val la pena ricordare inoltre gli altri impianti (piccoli, medi e grandi) già presenti e le numerose ulteriori richieste per nuove realizzazioni distribuite nell’ormai devastato territorio della bassa Tuscia, aggiungendo anche l’ eolico con le ormai numerosissime “pale” seminate nelle nostre campagne.

Come non ricordare poi che quando ci fu la “necessità” di realizzare una centrale nucleare nel centro Italia fu individuato Montalto di Castro come sito idoneo; il tutto poi fu bloccato dal disatro di Chernobyl ma comunque ci siamo tenuti una bella centrale termoelettrica.

Ad arricchire il tutto c’è poi la molto concreta possibilità di un biodigestore non lontano dalla città, di un bel deposito per scorie radioattive in quanto pare che la provincia di Viterbo si presti particolarmente al loro stoccaggio (nonostante sia una zona ad alto rischio sismico), dell’ ampliamento della discarica del Lemme e chissà quanto altro di cui ancora non siamo a conoscenza.

Ormai siamo diventati il collettore di tutte le cose che gli altri non vogliono. Pur nella consapevolezza che lo sviluppo ci costringe ad accettare qualche sacrificio, appare inaccettabile una tale concentrazione in un territorio così limitato, un territorio ricco di storia e archeologia, votato all’agricoltura e al turismo, maltrattato e devastato senza che nessun ente competente e partito politico opponga resistenza.

Come mai in altre regioni, senza andare troppo lontano per esempio Umbria e Toscana, la cura del territorio è la prassi e non si assiste alla spietata speculazione e distruzione dell’ambiente?

C’è incapacità o connivenza della politica? Probabilmente tutte e due le cose in aggiunta all’evidente disinteresse dell’opinione pubblica per il bene comune.

Aurelio Bonucci


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