Roma – Manovra fiscale, è rottura tra governo e sindacati. Nessun punto di incontro e clima tesa all’incontro di ieri tra le parti, in particolare sul nodo pensioni. Al termine della riunione, durata circa due ore e mezza, le posizioni restano distanti e al momento non si profila un’intesa.
“Possiamo discutere di quota 101, 102 o anche 102,5, ma il percorso progressivo verso il sistema contributivo non cambia. Indietro non torniamo, perché il sistema previdenziale retributivo ha creato delle vulnerabilità che tutti anche all’estero ci rimproverano”. Il premier Mario Draghi è fermo e difende le sue scelte e la sua manovra, sottolineando la necessità di “una transizione, graduale, verso la normalità”. Ovvero la legge Fornero.
Mario Draghi
“L’incontro non è andato bene”, dice il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri. Sulle pensioni ci sono “solo 600 milioni. Non ci sono risposte sulla riforma complessiva necessaria”. Poi annuncia che “il sindacato valuterà nei prossimi giorni forme e strumenti di mobilitazione per fare scelte adeguate”.
Per il leader della Cgil, Maurizio Landini, “con 600 milioni non fai una riforma degna di questo nome”. “Il governo ha ribadito che giovedì approverà in Cdm la Manovra e che questo è il perimetro. Valuteremo cosa deciderà, quello che abbiamo detto è chiaro: se si andrà in una certa direzione bene, se vogliono confrontarsi con noi bene, sennò valuteremo unitariamente con Cisl e Uil cosa fare”.
“Abbiamo posto al governo una questione di metodo, questa Legge di stabilità rischia di venire avanti con grandi squilibri per il mancato confronto con parti sociali e sindacati”, sottolinea il segretario della Cisl, Luigi Sbarra, lasciando Palazzo Chigi. “Ci sono luci e ombre: bene la proroga di Ape Sociale e di Opzione donna, le risorse per assicurare il rinnovo dei contratti, bene il rafforzamento con 2 miliardi del fondo sanitario nazionale, ma sono largamente insufficienti le risorse per la riforma degli ammortizzatori sociali, non ci sono risorse adeguate per la riforma della non auto sufficienza, e per noi è importante assumere il principio che la previdenza e le pensioni non sono un dettaglio, e un problema di sostenibilità sociale”.
