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Morta dopo AstraZeneca, i periti: “Camilla era sana, effetto avverso del vaccino”

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Genova – Camilla Canepa, la studentessa di 18 anni di Sestri Levante, in provincia di Genova, morta a giugno dopo essere stata vaccinata con AstraZeneca a un open day, “non aveva alcuna patologia pregressa e non aveva preso alcun farmaco”. A scriverlo nero su bianco sono il medico legale e l’ematologo nelle 74 pagine di relazione depositata in procura ai pm che indagano sul caso. La morte per trombosi, si legge, “è ragionevolmente da riferirsi a un effetto avverso da somministrazione del vaccino”.


Camilla Canepa

Camilla Canepa


La studentessa aveva ricevuto la dose del vaccino il 25 maggio e il 3 giugno successivo aveva accusato i primi malori. Portata all’ospedale di Lavagna le erano state riscontrate una piastrinopenia e una fotosensibilità. Dimessa dopo una tac senza contrasto, era ritornata in ospedale due giorni dopo, quando le sue condizioni si erano fatte più gravi a causa di una trombosi al seno cavernoso. Trasferita al policlinico San Martino di Genova e operata alla testa, è morta il 10 giugno e i genitori ne hanno concesso l’espianto degli organi. 

“Al primo ricovero – scrivono i medici, così come riferisce La Stampa -, era già in atto la reazione al vaccino e poteva essere interpretata come tale ma in quel contesto e in quella fase storica ancora se ne parlava poco e non era così di facile intuibilità una correlazione”.

“La vicenda merita un approfondimento – sottolinea l’avvocato Angelo Paone che assiste la famiglia – si è finalmente chiarito che la ragazza non aveva patologie e non prendeva medicinali. Ci riserviamo ogni approfondimento con il nostro consulente. Possiamo osservare però sin d’ora che in realtà la problematica delle controindicazioni su quella fascia di età erano state già evidenziane nel verbale numero 17 del comitato tecnico scientifico che diceva come fosse sconsigliato per le persone sotto i 60 anni”.


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