Roma – Le violenze dei manifestanti contro il Green Pass a Roma non si sono fermate nel pomeriggio. Nella notte un gruppo di oltre venti persone ha infatti assaltato il pronto soccorso del Policlinico Umberto I di Roma dove era ricoverato un manifestante ferito già in stato di fermo.
Roma – Il pronto soccorso del Policlinico Umberto I assaltato dai manifestanti contro il Green Pass
A quanto si apprende, dopo le manifestazioni di ieri un contestatore del Green Pass è stato portato ieri al pronto soccorso dell’Umberto I per degli accertamenti perché mostrava uno stato di alterazione. Durante il triage, l’uomo ha però insultato e aggredito, non solo verbalmente, alcuni operatori sanitari e il personale di vigilanza dell’ospedale.
Contemporaneamente, all’esterno del pronto soccorso si è radunato un gruppo di manifestanti No Green Pass che ha cominciato a prendere di mira con urla e slogan gli operatori sanitari. I facinorosi avrebbero poi forzato la porta del reparto e sarebbero entrati nei locali. Sono stati momenti di forte paura per gli operatori sanitari dell’ospedale romani, alcuni di quelli sono anche rimasti feriti. La situazione è tornata alla normalità alcune ore dopo con l’intervento della polizia. Il manifestante in stato di fermo sarà processato domani per direttissima.
Questa mattina l’assessore alla sanità della regione Lazio, Alessio D’Amato, ha visitato il Policlinico Umberto I accompagnato dal direttore generale dell’ospedale Fabrizio d’Alba. “Un attacco inaudito e intollerabile che ha coinvolto il pronto soccorso del Policlinico Umberto I, dove ieri notte, medici ed infermieri sono stati costretti a sigillare i locali per arginare la pressione violenta dei manifestanti arrivati a decine – ha affermato l’assessore -. Ho voluto ringraziare questa mattina le nostre operatrici e i nostri operatori per il coraggio e la dedizione, non hanno fatto un passo indietro contro i violenti e hanno sempre garantito l’assistenza. Il bilancio purtroppo parla di due operatori sanitari feriti, una infermiera ha ricevuto una bottiglia in testa e due agenti feriti. È intollerabile, giù le mani dal personale sanitario”.
“L’intervento della celere ha evitato che la situazione degenerasse anche se i violenti entranti di forza nell’area accoglienza hanno in tutti i modi impaurito e minacciati i presenti. Tutti gli operatori sanitari, ai quali va il più grande sostegno e vicinanza per aver saputo fronteggiare anche questa situazione, dopo quasi venti mesi di lavoro in prima linea contro il Covid, hanno comunque garantito il loro servizio, nonostante il clima di paura ed intimidazione imposto dai manifestanti che sono stati poi allontanati dalla celere che ha presidiato l’ospedale per tutta la notte”, ha affermato il direttore d’Alba.
