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Obbligo green pass, le proteste al porto di Trieste: “Non è un blocco, ma un presidio a oltranza”

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Trieste – Nel giorno in cui il green pass diventa obbligatorio per accedere a tutti i posti di lavoro, scattano le prime proteste in tutta Italia. 


Green pass - Protesta al porto di Trieste

Green pass – Protesta al porto di Trieste


Ore 11.30
Sono diventati oltre 5mila i partecipanti alla manifestazione al porto di Trieste, ma continuano ad arrivare persone, che affollano l’ampia area davanti al Varco 4 del porto di Trieste. Spesso qualcuno intona slogan come “Libertà ” oppure “No green pass” o ancora altri contro il governo Draghi.

A Genova, il coordinamento lavoratori portuali no Green pass ha bloccato sia il varco internazionale di San Benigno sia il terminal traghetti, dove i manifestanti lasciano passare le persone, ma non le merci. Alcuni tir sono in coda all’ingresso e non possono accedere alle banchine. 


Ore 10.00 
Una manifestazione dei lavoratori dei cantieri sul Green pass unitamente a un tir in transito che si è fermato, ha di fatto bloccato l’accesso nord alla zona portuale di Ancona: in sit-in circa 200 operai di diverse aziende e c’è anche il mezzo pesante fermo sulla carreggiata all’altezza della Crn. Per questo i vigili urbani hanno chiuso l’accesso al ‘by pass’ che dalla Statale porta alla zona portuale: si sono formate lunghe file di auto lungo la Flaminia e di auto e mezzi pesanti lungo la rampa by pass.


Ore 9.00
Al porto di Trieste la situazione più delicata. Già dalle prime luci dell’alba circa un migliaio di persone si sono raggruppate davanti al varco 4 del porto, luogo di ritrovo della manifestazione annunciata dal coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste. Non si tratta solo di portuali, molti riconoscibili dai giubbotti gialli, ma anche di tanti che non operano nello scalo. L’accesso fino a questo momento è stato consentito.

“Non è un blocco” ci tiene a precisare Stefano Puzzer, il volto simbolo del Clpt, come riferisce la Stampa. “Questo è un presidio che andrà avanti a oltranza, ma chi vuole continuare a lavorare lo potrà fare senza problemi“.

Formalmente il porto resta aperto e operativo ma qui i tir non riescono a passare. Durante la prima ora di presidio ne sono arrivati cinque o sei e tutti sono stati costretti a fare marcia indietro. Il primo risultato dei picchetti è che le operazioni portuali di fatto sono azzerate. D’altronde, come si sottolinea Puzzer “se gli operai sono qui fuori come potrebbero funzionare?”.

Non si segnalano, per ora , problemi relativi all’introduzione dell’obbligo di green pass al porto di Napoli. Situazione sotto controllo in uno scalo dove, come confermano le sigle di categoria, “la grande maggioranza dei lavoratori è vaccinata”. Al momento nessun disagio e nessuna protesta. Così come a Venezia, dove al posto i lavoratori dello scalo marittimo lagunare si sono tutti presentati al lavoro.


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