Città del Vaticano – “Il cambiamento personale è necessario, ma è anche imprescindibile adeguare i nostri modelli socioeconomici, affinché abbiano un volto umano, perché tanti modelli lo hanno perso”. Così Papa Francesco in un videomessaggio in occasione del quarto incontro mondiale dei movimenti popolari.
Papa Francesco
“Ai grandi laboratori, che liberalizzino i brevetti. Compiano un gesto di umanità e permettano che ogni paese, ogni popolo, ogni essere umano, abbia accesso al vaccino – ha affermato il pontefice -. Ci sono paesi in cui solo il tre, il quattro per cento degli abitanti è stato vaccinato. Voglio chiedere, in nome di Dio, ai gruppi finanziari e agli organismi internazionali di credito di permettere ai paesi poveri di garantire i bisogni primari della loro gente e di condonare quei debiti tante volte contratti contro gli interessi di quegli stessi popoli”.
“Voglio chiedere, in nome di Dio, alle grandi compagnie estrattive – minerarie, petrolifere –, forestali, immobiliari, agroalimentari, di smettere di distruggere i boschi, le aree umide e le montagne, di smettere d’inquinare i fiumi e i mari, di smettere d’intossicare i popoli e gli alimenti. Voglio chiedere, in nome di Dio, alle grandi compagnie alimentari di smettere d’imporre strutture monopolistiche di produzione e distribuzione che gonfiano i prezzi e finiscono col tenersi il pane dell’affamato”.
“Voglio chiedere, in nome di Dio, ai fabbricanti e ai trafficanti di armi di cessare totalmente la loro attività, che fomenta la violenza e la guerra, spesso nel quadro di giochi geopolitici il cui costo sono milioni di vite e di spostamenti”.
“Voglio chiedere, in nome di Dio, ai paesi potenti di cessare le aggressioni, i blocchi e le sanzioni unilaterali contro qualsiasi paese in qualsiasi parte della terra. No al neocolonialismo. I conflitti si devono risolvere in istanze multilaterali come le Nazioni Unite. Abbiamo già visto come finiscono gli interventi, le invasioni e le occupazioni unilaterali, benché compiuti sotto i più nobili motivi o rivestimenti”.
“Questo sistema, con la sua logica implacabile del guadagno, sta sfuggendo a ogni controllo umano. È ora di frenare la locomotiva, una locomotiva fuori controllo che ci sta portando verso l’abisso. Siamo ancora in tempo”.
