Violenza – immagine di repertorio
Montefiascone – Scavalca il balcone e piomba nudo nel letto della vicina, condannato a 6 anni di reclusione e 30mila euro di risarcimento per violenza sessuale e violazione di domicilio.
Si è chiuso ieri non una condanna esemplare il processo a carico del muratore 57enne che la sera del 28 luglio 2018, a Montefiascone, ha aggredito una vicina di casa di 64 anni mentre stava dormendo in camera con la portafinestra aperta.
L’imputato, passando dal balcone, si è introdotto nell’abitazione della vittima, dove c’erano anche il marito e il figlio, saltandole letteralmente addosso. La donna si è divincolata come ha potuto, mentre i familiari chiamavano i carabinieri, che al loro arrivo hanno trovato il maniaco, completamente ubriaco, nei pressi dei garage al pianoterra della palazzina.
Il processo si è aperto lo scorso 7 aprile con la testimonianza a porte chiuse della 64enne, parte civile con l’avvocato Andrea Danti, mentre il 57enne è difeso dalla legale Orietta Celeste.
L’avvocato di parte civile Andrea Danti
Il pubblico ministero Paola Conti, chiedendo la condanna a un anno e sei mesi, ha ricordato come l’imputato abbia precedenti specifici. Ne deve avere tenuto conto il collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini che, dopo circa un’ora di camera di consiglio, ha condannato in primo grado il muratore alla severa pena di 6 anni di reclusione e a un risarcimento di 30mila euro alla parte civile.
Tra i testimoni sentiti in aula alla prima udienza del processo uno dei carabinieri intervenuti sul posto poco prima della mezzanotte del 28 luglio di tre anni. I fatti sarebbero avvenuti verso le 22,30.
Era un sabato sera di piena estate e l’imputato, sposato, sarebbe stato solo in casa, essendo la moglie in ospedale a Roma. Si sarebbe intrufolato facilmente nella camera da letto della vicina passando dal balcone e entrando dalla finestra aperta per via del caldo.
“Lo abbiamo trovato di sotto, seduto in stato confusionale e con i tipici sintomi dell’ebbrezza alcolica, vicino all’ingresso del palazzo con addosso solo un paio di pantaloncini neri. Sul dorso e su un braccio aveva dei graffi, che potevano essergli stati fatti dalla vittima mentre si difendeva, cercando di levarselo di dosso. I sanitari del 118, che abbiamo chiamato in soccorso della signora sotto shock per l’aggressione subita, hanno verbalizzato che si trattava proprio di graffi, che lui ha provato a giustificare in altro modo. La donna è stata portata in ospedale, lui condotto in caserma per le formalità di rito”, ha spiegato il militare.
Silvana Cortignani

