Viterbo – “Sos riciclaggio, in provincia di Viterbo le segnalazioni sono aumentate del 66% in un solo anno, passando dalle 108 del 2020 alle 180 di quest’anno. Il tutto durante questi due anni di pandemia Covid”. Trentasei punti in più rispetto al dato regionale dove l’aumento da un anno all’altro è stato del 30%. L’allarme arriva da Giampiero Cioffredi, presidente dell’osservatorio sicurezza e legalità della regione Lazio, che questa mattina ha partecipato al seminario nazionale di Sos impresa rete per la legalità organizzato in sala Regia a Viterbo, palazzo dei Priori.
Giampiero Cioffredi, presidente dell’osservatorio sicurezza e legalità
Sos riciclaggio scatta ogni volta che allo sportello di una banca c’è il sospetto che l’operazione che si sta facendo possa essere legata ad attività criminali. Il dipendente allo sportello segnala la cosa al direttore che a sua volta la gira alla Banca d’Italia avviando così tutti i controlli del caso.
Giovanni Arena e Vincenzo Peparello
“La pandemia – ha detto Cioffredi – ha rafforzato il nesso usura-mafie. L’usura e il racket sono oggi gli strumenti con cui le organizzazioni criminali puntano ad infiltrare e prendere possesso delle aziende per poter agire nell’economia legale. L’obiettivo è soprattutto questo, non solo recuperare i soldi dati in prestito”.
Giovanna Cagliostro, commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura
Assieme a Cioffredi, in sala Regia c’erano anche il sindaco Giovanni Arena, l’assessora regionale alle politiche sociali Alessandra Troncarelli, il presidente di Confesercenti Viterbo Vincenzo Peparello, il presidente di Sos impresa Lazio Lino Busà, il presidente nazionale di Sos impresa Luigi Cuomo e, in collegamento on line, sul finale, anche Giovanna Cagliostro, commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura. In sala ci sono anche il questore di Viterbo, Giancarlo Sant’Elia, e i comandanti provinciali di carabinieri e finanza, rispettivamente Andrea Antonazzo e Andrea Pecorari.
Luigi Cuomo di Sos impresa
“Con Sos impresa – ha commentato Cagliostro durante il suo intervento – abbiamo un dialogo costante. Usura e racket sono reati spia che ci fanno capire la presenza della criminalità organizzata in alcuni territori”.
Come appunto il territorio laziale dove, come ha fatto notare Cioffredi, “le segnalazioni Sos impresa sono passate da 6755 del 2020 alle 8840 del 2021”. In tal caso, l’aumento percentuale è stato superiore al 30%.
Sos impresa, l’incontro in comune
“Vittima del reato di usura – ha aggiunto Troncarelli – non è soltanto la persona colpita direttamente, ma tutta quanta la sua famiglia. In provincia di Viterbo abbiamo dato vita a uno sportello per le vittime di reato. L’accordo con le associazioni è del 2019, poi il servizio non è ancora partito perché di mezzo c’è stato e c’è il Covid. Ma stiamo lavorando per attivarlo il prima possibile. La regione ha inoltre stanziato 700 mila euro per potenziare gli sportelli creati finora e aiutare le famiglie vittime di usura con un contributo a fondo perduto che può arrivare fino a 5 mila euro. C’è inoltre un fondo antiusura finanziato con 4 milioni di euro e prossimamente apriremo a Roma un lab di Giustizia riparativa. Un punto regionale, con forze dell’ordine e Asl, per seguire le vittime lungo tutto l’iter processuale. Le istituzioni devono creare opportunità e percorsi per permettere a chi è stato colpito da racket e usura di potersi ricostruire una vita”.
Sos impresa, l’incontro in comune
“Siamo a disposizione per qualsiasi tipo di impegno e attività sul territorio – ha evidenziato il questore Sant’Elia -. Però è un anno che sono qui a Viterbo e in Questura non ho ricevuto richiesta di intervento che permetta lo sviluppo delle attività investigative contro racket e usura nel viterbese”.
“Il momento del reato – ha poi proseguito Antonazzo – è il momento che ci dà la possibilità di esprimerci, ma non è il momento risolutivo. Per questo è fondamentale fare sistema e rete con tutte le associazioni che lavorano sul territorio”.
Sos impresa, l’incontro in comune
“La stessa dinamicità mostrata dalle reti criminali nelle fasi più acute della pandemia – fa infine notare un rapporto di Sos impresa con dati a livello nazionale – è da attendersi che verrà utilizzata per sfruttare la ripresa economica e l’afflusso di importanti risorse collegate al Pnrr. La posta in gioco è notevole perché si stima in ben 62 miliardi la somma di investimenti pubblici per realizzare 101 opere che per il 56% si concentrano nelle aree del Mezzogiorno, proprio quelle tradizionalmente più esposte agli insediamenti criminali. Il rapporto annuale di Uif, l’Unità di informazione finanziaria istituita presso la Banca d’Italia, che aggiorna le segnalazioni di operazioni sospette ricevute, ci informa che nel 2020 sono state 113.187, con un aumento del 7% nel confronto con l’anno precedente”.
“Il secondo semestre del 2020 – va avanti il rapporto di Sos impresa – ha fortemente contribuito all’andamento complessivo dell’anno: le 60.220 Sos ricevute da luglio a dicembre costituiscono in assoluto il maggior numero di segnalazioni pervenute in un semestre. L’incremento rispetto al corrispondente periodo del precedente anno è stato del 10,3%. Nel complesso gli importi delle operazioni segnalate hanno sfiorato i 49 miliardi di euro”.
Daniele Camilli






