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Spaccio a pratogiardino “Lucio Battisti”, assolto pusher “tradito” da un 17enne

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Pratogiardino

Pratogiardino


Viterbo – (sil.co.) – Spaccio a pratogiardino “Lucio Battisti”, si è chiuso ieri il processo al presunto pusher accusato da un minorenne, appena fermato dai carabinieri, di avergli fornito i 10 grammi di hashish di cui era stato trovato in possesso. Nel corso dell’operazione, nascosto in una siepe, fu trovato mezz’etto dello stesso stupefacente.

Imputato un 23enne d’origine nordafricana, 19enne all’epoca dei fatti, arrestato dai carabinieri al parco situato appena fuori porta Fiorentina all’inizio di luglio del 2017.

Il primo ad essere fermato è stato il minorenne. Alla vista dei militari, ha tentato di disfarsi di una custodia per occhiali con all’interno sei dosi di hashish, del peso complessivo di circa 10 grammi, dopo di che ha deciso di collaborare, raccontando di avere ricevuto lo stupefacente poco prima dall’imputato, del quale ha fornito un dettagliato identikit, che ha permesso in breve ai carabinieri di acciuffare il sospetto, sempre all’interno di pratogiardino. 

Il 23enne, che nel frattempo lavora con un regolare contratto come aiuto cuoco, ha negato tutto e alla fine è stato assolto dal collegio “perché il fatto non sussiste”.

La difesa ha sottolineato come il minorenne, ai tempi 17enne, nel frattempo si sia trasferito per lavoro nel Regno Unito e non si sia mai presentato in aula a testimoniare e come potesse essere lui stesso, in realtà, l’ultimo anello di una catena di spaccio che lo vedeva tra i pusher. 

Davanti al collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco, con la pesante accusa di spaccio a minori, era invece presente l’imputato, indicato dal”pentito” come suo fornitore. Il 23enne, secondo l’accusa, avrebbe nascosto lo stupefacente, 50 grammi di hashish, già suddiviso in dosi, all’interno di una siepe. 

Il pm Paola Conti ha chiesto nove mesi di reclusione, riconoscendo al 23enne la lieve entità ma chiedendo la continuazione, sottolineando come sull’imputato gravi una precedente condanna a un anno e sei mesi sempre per droga, passata in giudicato, per la quale ha potuto usufruire della sospensione condizionale della pena. 

Il collegio ha assolto l’imputato. 


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