Viterbo – “Aquilanti, i sindacati hanno proclamato lo sciopero dei lavoratori per tutta la durata del turno e un sit in sotto palazzo del Governo in piazza del comune a Viterbo. Per questa mattina, quando in prefettura incontreremo l’azienda per discutere della liquidazione e del futuro dei lavoratori”. La notizia è di Elvira Fatiganti, segretaria generale della UilTucs, sindacato dei lavoratori del commercio. Sciopero e sit in che vedono protagonisti anche gli altri due sindacati di categoria, la Filcams Cgil e la Fisascat Cisl, rappresentate rispettivamente da Donatella Ayala e Guido Calà.
Questa mattina la riunione a palazzo del Governo tra prefettura, sindacati e azienda Aquilanti, con la presenza, pare, del liquidatore nominato il 20 ottobre scorso quando la società di termoidraulica è stata messa in liquidazione. La stessa ha poi annunciato ai sindacati tramite lettera la chiusura di una decina di filiali e la messa in cassa integrazione a zero ore dell’80% del personale. A partire dal 4 novembre. Resta soltanto la sede di Viterbo dove sarebbero rimasti circa 25 dipendenti.
Aquilanti
“La liquidazione della società – commenta Fatiganti – potrebbe essere l’anticamera di avvio della procedura fallimentare. Vogliamo spiegazioni su quanto sta succedendo e soprattutto su quanto accadrà da adesso in poi alla luce della messa in liquidazione della Aquilanti e della chiusura di dieci filiali. Non solo – prosegue Fatiganti -, ma visto che, una volta chiuse le filiali, la merce verrà portata a Viterbo, quando quest’ultima sarà stata inventariata e venduta, che fine faranno i lavoratori? Inoltre, in attesa della cassa integrazione, gli stipendi dei lavoratori verranno pagati?”.
Viterbo – La segretaria della UilTucs Elvira Fatiganti
Questa mattina è prevista poi la presenza dei lavoratori stessi sotto la prefettura. In attesa di avere riscontri dal tavolo tra le parti sociali che prenderà avvio alle 9.
Viterbo – Prefettura
Le richieste dei lavoratori. “Chiediamo – spiega Fatiganti – l’immediata attivazione della cassa integrazione, altrimenti i lavoratori resterebbero scoperti a livello economico. E per le loro famiglie sarebbe un disastro. Speriamo poi che qualche acquirente si faccia vivo con l’impegno a manette anche gli attuali livelli di occupazione all’interno dell’azienda”.
“Se invece l’azienda dovesse fallire – aggiunge la segretaria generale della UilTucs – si andrebbe incontro ad un licenziamento collettivo con i lavoratori messi tutti in disoccupazione”.
Daniele Camilli
Articoli: Aquilanti: “Chiudiamo dieci fialiali, l’80% del personale finirà in cassa integrazione” – “Aquilanti in liquidazione, più di 40 posti di lavoro a rischio in tutta la Tuscia”


