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Assolto pusher arrestato al Sacrario con la droga nelle mutande

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Viterbo – (sil.co.) – Assolto il pusher “multietnico” arrestato al Sacrario mentre spacciava in pieno giorno nascondendo la droga nelle mutande.

Era il primo pomeriggio del 21 maggio 2018, quando il presunto spacciatore, un tunisino già fermato l’anno precedente, è stato nuovamente arrestato in flagranza dai carabinieri del Norm, dopo avere ceduto, secondo l’accusa, marijuana a un quindicenne italiano e a un quarantenne pakistano.

Difeso dall’avvocato Luigi Mancini, il tunisino è stato assolto martedì pomeriggio con formula piena dal collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, davanti al quale era accusato di spaccio aggravato dalla minore età di uno degli assuntori, dopo l’ascolto del pakistano, ultimo testimone del processo, che non ha riconosciuto con certezza l’imputato.


Viterbo - I carabinieri a piazza della Repubblica

Viterbo – I carabinieri a piazza della Repubblica


Nel corso dell’udienza sono state confermate le incertezze già emerse lo scorso 18 maggio relative alla modalità della cessione e al riconoscimento dell’imputato. 

I militari, appostati su un’auto civetta al parcheggio di piazza dei Caduti hanno notato il tunisino mentre, in prossimità dei giardinetti, armeggiava in modo sospetto dietro un albero. Gli acquirenti gli avrebbero consegnato due banconote, da 5 euro il minore e da 10 euro il pakistano, ma addosso al presunto pusher, nonostante i carabinieri non l’abbiano mai perso di vista, sono stati rinvenuti solo 5 euro. 

“Lo abbiamo visto fare qualcosa dietro l’albero, con l’atteggiamento guardingo tipico del pusher, poi appoggiarsi alla palizzata di legno. Quando è arrivato il minore, è tornato all’albero e gli ha portato un involucro in cambio di denaro. Il ragazzo si è spostato poco più in là, ha fatto uno spinello e si è messo subito a fumare. Intanto sono arrivati due pakistani, vestiti con gli abiti tipici del loro paese, delle lunghe tuniche. Uno gli si è avvicinato e lui, stavolta, ha estratto un involucro dalle mutande e glielo ha dato in cambio di denaro”, ha spiegato in aula uno dei militari che hanno condotto l’operazione. 

Scattato il blitz, i carabinieri hanno fermato tutti. “Il tunisino ha provato a darsi alla fuga, ma lo abbiamo bloccato. Negli slip aveva un involucro contenente 0,4 grammi di marijuana e 5 euro in contanti che gli aveva dato il 15enne. Il pakistano, invece, ha tirato fuori dalla tunica un involucro con 1,7 grammi di marijuana”, ha spiegato il testimone.

Il difensore Luigi Mancini ha però fatto notare come, se le cose stavano così, mancassero all’appello altri soldi provento della presunta attività di spaccio, quelli della dose ceduta all’orientale. 

Un mistero rimasto tale, che, assieme all’incertezza del riconoscimento, ha comportato l’assoluzione con formula piena dell’imputato. 

– Spaccia al Sacrario in pieno giorno nascondendo la droga nelle mutande


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