Civita Castellana – Un messaggio vivente di speranza e di lotta. Ecco chi è Federico Fabbio.
29 anni, viterbese, Federico è uno studente di scienze motorie e un pallavolista in forza all’Ecosantagata Civita Castellana, campionato di serie B. Il 17 novembre 2020 una notizia terribile lo investe in pieno: ha un neuroblastoma, un tumore neuroendocrino. Deve iniziare la battaglia più difficile della sua vita.
Federico Fabbio
Fabbio affronta il suo percorso di terapie, esce di scena per alcuni mesi, ma all’inizio della nuova stagione si ripresenta in palestra per gli allenamenti. È segnato nel fisico, non ha ancora sconfitto il male, ma non vuole smettere di fare quello che ama.
E così sabato scorso, a quasi un anno dalla scoperta che gli ha cambiato la vita, Federico torna in campo per giocare uno scampolo della partita tra Ecosantagata e Tmm Magione. Accolto da una standing ovation commossa di tutto il Palasmargiassi.
Che sensazione è stata tornare a toccare il pallone?
“Bellissima. Non giocavo più da marzo 2020, quando ci fu lo stop per il Covid, perché quando ripresero i campionati mi ero già fermato. Mi sto allenando dall’inizio di questa stagione e col tempo sto ritrovando un po’ di confidenza, quindi, quando il mister mi ha chiamato, sono entrato in campo abbastanza tranquillo. Ma ovviamente l’applauso del palazzetto mi ha emozionato. Non sono abituato alle standing ovation…”.
Come hai scoperto la malattia?
“Sentivo una massa all’interno della bocca. All’inizio pensavo fosse un ascesso a un dente, ma a novembre 2020 ho fatto degli accertamenti ed è venuto fuori che, purtroppo, era qualcosa di più serio: un neuroblastoma”.
Ti sarai chiesto 100 volte ‘perché proprio io’…
“Sì, ovviamente mi sono fatto tante domande, ma poi a un certo punto capisci che la vita non è sempre giusta e che bisogna rimboccarsi le maniche e combattere nonostante tutto”.
Adesso come stai?
“Sto ancora continuando la mia battaglia, ma se non altro la terapia che sto facendo in questi mesi mi consente di stare abbastanza bene da fare attività sportiva. Questa è una cosa molto importante a livello mentale, perché riesco a staccarmi almeno per qualche ora dalla situazione che sto vivendo”.
E con gli studi in scienze motorie come procede?
“Mi devo laureare a breve, mi manca la discussione della tesi”.
I medici cosa dicono, c’è un programma prestabilito di cure?
“La situazione è in divenire. Non so cosa potrebbe succedere domani, ma queste terapie dovrebbero continuare fino a gennaio, quindi almeno fino alla fine dell’anno vorrei continuare ad allenarmi e a giocare. Sto cercando di recuperare il tono muscolare e devo dire che mi sento meglio a ogni allenamento. Le terapie sono debilitanti e a volte i medici mi sconsigliano di sottoporre il corpo a stress eccessivi, ma per me in questo momento giocare a pallavolo è troppo importante”.
Ti rendi conto della potenza del messaggio che hai lanciato sabato, con quel tuo ritorno in campo?
“Io non mi sento un esempio, o comunque non mi rendo conto di esserlo. Sto solo cercando di continuare a fare quello che mi piace perché mi fa sentire bene. È una cosa per me stesso. Però effettivamente, quando vedo e sento le reazioni della gente intorno a me, capisco che gli altri possono guardare a me come un esempio”.
E quindi ti senti di dire qualcosa a chi in questo momento sta vivendo la tua stessa situazione?
“Non sono bravo a fare i discorsi importanti, posso solo dire che è importante continuare a fare quello che ti fa stare bene mentalmente. Non è una cosa che ti fa guarire, ma ti dà più forza per affrontare la sofferenza. Io ho imparato che la volontà ti spinge a fare cose che non immaginavi neanche lontanamente possibili”.
Ovviamente quella contro la malattia è una guerra che devi vincere da solo, però c’è tanta gente che ti sta dimostrando affetto.
“È vero, ho avuto tantissimo sostegno. Questa cosa mi fa molto piacere, è un’arma in più per affrontare la mia battaglia”.
C’è qualcuno che vuoi ringraziare in particolare?
“La mia fidanzata e la mia famiglia innanzitutto, che mi sono sempre stati vicini. E poi l’Ecosantagata Civita Castellana, che mi sta continuando a dare l’opportunità di giocare e allenarmi con loro”.
Alessandro Castellani
