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Orte – (sil.co.) – Delitto al centro di accoglienza Carpe Diem di Orte, condannato a 5 anni l’omicida. La sentenza della corte d’assise del tribunale di Viterbo presieduta dal giudice Eugenio Turco è giunta poco dopo le 14,30 dopo cinque ore di camera di consiglio. Da omicidio volontario il reato è stato riqualificato in omicidio preterintenzionale. Soddisfatto il difensore Pasquale D’Incecco del foro di Pescara.
Lo scorso 20 settembre la procura aveva chiesto una condanna a 20 anni per Imade Robison, il 22enne nigeriano che la sera del 14 giugno 2020 ha ucciso il connazionale Eugene Moses sferrandogli una sola coltellata che gli è stata fatale.
Non ci sono dubbi – ha detto Pacifici – che l’imputato sia stato bullizzato da Moses e minacciato di morte tramite pratiche magiche”.
“Moses, parlando al telefono davanti a lui con una persona rimasta sconosciuta, ha ‘ordinato’ un rito vudù per far morire Robinson entro tre giorni, spaventandolo a morte. Per la nostra cultura può essere risibile, ma nella loro cultura ci credono e ne va tenuto conto”.
La famosa sedia rotta sarebbe inveve stata il movente del litigio, sfociato nella coltellata. “Sferrata da Robinson a Moses quando lo aveva già allontanato con una spinta e gli aveva fatto cadere a terra il coltello. L’imputato a quel punto poteva allontanarsi, chiudersi dentro la stanza, darsi alla fuga, invece, per sua stessa ammissione durante l’interrogatorio, lo ha colpito al petto, penetrando con la lama per una decina di centimetri, trapassandogli un polmone e perforando l’aorta toracica, provocandogli la devastante emorragia che in breve gli è stata fatale. Per questo non si è trattato di omicidio preterintenzionale, ma di omicidio volontario“.

