Glasgow – “I giovani hanno portato il clima al centro del dibattito, ora rendiamoli orgogliosi”. A dirlo è Mario Draghi alla conferenza sul clima Cop26 Onu che si sta svolgendo a Glasgow.
Un summit per discutere a livello globale sul clima e sugli interventi per avviare una transizione ecologica condivisa a livello planetario. Tra gli obiettivi che verranno discussi, ci sono innanzitutto le modalità e gli strumenti pratici necessari per poter mantenere il riscaldamento del pianeta entro 1,5 gradi centigradi, come ribadito ieri al G20. Si tratteranno anche i temi della finanza climatica, per garantire ai paesi meno sviluppati fondi economici da parte di quelli più industrializzati al fine di poter consentire una transizione ecologica condivisa a livello globale, e saranno discussi dei parametri tecnico-scientifici per misurare in maniera univoca le emissioni.
“Negli ultimi anni i giovani ci hanno fatto un servizio, portando il clima in cima all’agenda di servizio. Ora dobbiamo renderli orgogliosi – ha detto il presidente del consiglio -. Le generazioni future ci giudicheranno per ciò che otteniamo o che non riusciamo a raggiungere. Dobbiamo coinvolgerli, ascoltarli e, soprattutto, imparare da loro”.
“Il previsto aumento delle temperature globali è destinato a influenzare la vita sul nostro pianeta in modo drammatico – ha aggiunto -. Da incendi e inondazioni catastrosfici, allo scolorimento delle barriere coralline e alla perdita di biodiversità, l’impatto del cambiamento climatico è già fin troppo evidente. Anche il costo di tutto ciò aumenta rapidamente, soprattutto per le nazioni più povere. Il costo dei disagi per le famiglie e le aziende nei paesi a basso e medio reddito ammonta a ben 390 miliardi di dollari l’anno. Il cambiamento climatico ha anche gravi ripercussioni sulla pace e la sicurezza globali. Può esaurire le risorse naturali e aggravare le tensioni sociali. Può portare a nuovi flussi migratori e contribuire al terrorismo e alla criminalità organizzata. Il cambiamento climatico può dividerci”.
Glasgow – Mario Draghi al Cop26
“Grazie a un costante dialogo e alla cooperazione, abbiamo compiuto buoni progressi nell’affrontare il cambiamento climatico – ha spiegato Mario Draghi – . I paesi del G20 rappresentano circa il 75% delle emissioni globali di gas serra e circa l’80% del Pil mondiale. Al vertice dello scorso fine settimana a Roma, gli Stati membri del G20 hanno concordato che dobbiamo limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi e si sono impegnati a raggiungere emissioni nette pari a zero entro la metà del secolo. Abbiamo deciso di intensificare le nostre azioni a partire da questo decennio, migliorare i nostri contributi nazionali determinati e interrompere il finanziamento pubblico internazionale del carbone entro la fine del 2021”.
“Dobbiamo basarci sull’accordo del G20 e agire in modo più rapido e deciso – ha dunque concluso -. Dobbiamo rafforzare i nostri sforzi nel campo dei finanziamenti per il clima. L’Italia ha triplicato il suo contributo, arrivando a 7 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni, per aiutare i paesi vulnerabili. Dobbiamo far lavorare insieme il settore pubblico e quello privato, in modi nuovi. Domani Roberto Cingolani, Ministro per la transizione ecologica, annuncerà un’iniziativa ambiziosa da parte dell’Italia. La COP26 deve essere l’inizio di una campagna permanente contro il cambiamento climatico. E i nostri giovani devono essere al centro di questo processo”.
Il premier è poi intervenuto alla tavola rotonda Azione e solidarietà del summit. “Oggi abbiamo capito una cosa: a prescindere dal fatto che si tratti di nuove tecnologie o programmi infrastrutturali per l’adattamento ai cambiamenti climatici, il denaro può non essere più un vincolo se portiamo dalla nostra parte il settore privato – ha proseguito -. Vorrei davvero invitare tutte le banche multilaterali di sviluppo e la Banca Mondiale ad impegnarsi seriamente nella condivisione dei rischi con il settore privato. Suggerisco di creare qui, durante questa COP26, una task force che predisponga un progetto in tal senso”.
“Nel lungo periodo dobbiamo essere consapevoli che le energie rinnovabili possono avere dei limiti. La Commissione europea ci dice che potrebbero non essere sufficienti per raggiungere gli ambiziosi obiettivi che ci siamo prefissati per il 2030 e il 2050 – ha sottolineato Draghi -. Quindi, dobbiamo iniziare a sviluppare alternative praticabili adesso, perché sarà possibile fruirne in pieno soltanto nel giro di alcuni anni. Nel frattempo, dobbiamo investire in tecnologie innovative per la cattura del carbonio. L’iniziativa della Cop26 traccia il percorso che dovremo intraprendere tutti insieme per dare risposta al problema che non possiamo risolvere da soli. Un singolo Paese non può rispondere a questi problemi e questa forse è la più importante iniziativa collettiva diretta a questo fine”.
Alessio Bernabucci
