Viterbo – Elezione provincia, se ci sei batti un colpo. Il 18 dicembre si vota. Tra 10 giorni vanno presentate le liste, ma nessuno ne parla. Nessuno tranne Giacomo Barelli, consigliere comunale di Azione a palazzo dei Priori, Viterbo. Il primo a lanciare il sasso senza nascondere la mano è infatti lui. Con una proposta.
“Partito democratico – ha detto Barelli -, centro, sinistra riformista, Forza Italia e la Lega del mio amico presidente del consiglio Stefano Evangelista, se Giorgetti lascerà Salvini, e alcuni del movimento 5 Stelle, come il consigliere comunale Massimo Erbetti, è un esempio di alleanza. Un’alleanza, a mio avviso, molto positiva”.
Le provinciali sono elezioni di secondo livello, votano cioè i consiglieri comunali in rappresentanza dei cittadini. “Elezioni che – secondo Barelli – possono rappresentare un laboratorio e aprire una fase politica diversa per la Tuscia e Viterbo, annichilita dal malgoverno della destra”.
Viterbo – Il consigliere comunale di Azione Giacomo Barelli
Come? “Mettendo per una volta il merito e la politica – risponde Barelli – al centro della discussione piuttosto che perseverare in alleanze incompatibili buone, a volte, per vincere ma mai per governare. Viterbo insegna. È forse arrivato il tempo di ragionare tutti insieme ad un ‘campo largo’ in termini più comprensibili ad una «alleanza larga» di tutte le forze democratiche ed europeiste”.
Le liste per le elezioni provinciali vanno presentate entro il 18 novembre, data ultima. Tuttavia, ad oggi, ancora non se ne parla, nonostante i partiti si siano incontrati più volte per definire il quadro della situazione. Le ipotesi in campo potrebbero essere di tre tipi. La prima, quella proposta da Barelli di Azione. Una grande coalizione, come quella che sostiene l’attuale presidente Pietro Nocchi. Con dentro anche la Lega. Anch’essa a sostegno di Nocchi durante la fase più dura dell’emergenza Covid. Una maggioranza dalla quale il partito del senatore Umberto Fusco è uscito qualche mese fa, ritenendo conclusa l’esperienza.
La seconda ipotesi. Centrodestra contro centrosinistra, vale a dire, considerando che un po’ a tutti i livelli istituzionali le carte si sono mischiate ormai da diverso tempo, Pd, 5 stelle e civici da una parte, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia all’altra. La terza, centrosinistra contro destra, vale a dire Pd, 5 stelle, civici e Forza Italia contro Lega e FdI.
Nel primo caso, sarebbe una vittoria per la maggioranza uscente di Nocchi che avrebbe pure recuperato al seguito la Lega. Diverso giudizio, invece, per le soluzioni due e tre. Soltanto che con l’ipotesi due il centrosinistra non avrebbe i numeri per vincere, viceversa la terza penalizzerebbe la destra.
Tutto sta è vedere chi saranno i possibili candidati e cosa accadrà da adesso in poi in Forza Italia dove le crepe, provocate dalla crisi politica del comune di Viterbo della scorsa estate, non è detto che siano state riparate. Una spaccatura interna al partito di Berlusconi dovuta alla scelta di Giulio Marini e Alessandro Romoli di restare nella maggioranza di Pietro Nocchi nonostante la richiesta categorica di FdI, di cui non si è più parlato, di uscirne. Una richiesta che, prima di cadere nel vuoto, pare sia stata più volte caldeggiata anche dal commissario provinciale di FI Andrea Di Sorte e dal sottosegretario Francesco Battistoni.
Viterbo – Consiglio provinciale
“Il rapido cambiamento del sistema politico italiano – prosegue poi Barelli – dopo le elezioni amministrative di ottobre vinte dal centrosinistra, perse dal centrodestra e dai 5 stelle, a mio avviso non può non toccare anche la nostra provincia. È arrivato il momento di frantumare le antiche alleanze, di ampliare le coalizioni e di scomporre gli attuali poli per poi ricomporli diversamente. Cosa che un po’ è riuscita nelle ultime elezioni comunali e che potrebbe essere perfetta alle prossime provinciali. Personalmente come consigliere comunale di Viterbo iscritto ad Azione, immagino già dalle prossime elezioni provinciali un ‘campo largo’, un progetto e una coalizione che crede nella democrazia liberale, nell’europeismo, pragmatica, competente e che non può e non deve essere schiava di sovranisti e populisti, come accade oggi in molti comuni. Viterbo compreso”.
“In sintesi, per essere chiari, Pd, centro e sinistra riformista, Forza Italia la Lega del mio amico presidente del consiglio comunale Stefano Evangelista, se Giorgetti lascerà Salvini, e alcuni del movimento 5 stelle, come il consigliere Massimo Erbetti, è un esempio di alleanza. Un esempio, a mio avviso, molto positivo”.
Per quanto riguarda il centrodestra, secondo Barelli si tratta di uno schieramento che “non esiste più. La penso esattamente come il mio amico Filippo Rossi. Sono dieci anni che i partiti di centrodestra prendono in giro i propri elettori spacciando per una solida alleanza politica un semplice cartello elettorale senza capo né coda. Sono dieci anni che Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia fanno di tutto tranne che governare insieme. E Viterbo è un esempio chiarissimo”.
Viterbo – Il presidente della provincia Pietro Nocchi
L’auspicio di Barelli in vista del 18 novembre e poi del 18 dicembre “è che le elezioni provinciali diventino quel laboratorio politico che possa finalmente lanciare sul nostro territorio quella maggioranza ‘Ursula’ che a livello nazionale sostiene il governo Draghi e che, attraverso la rappresentanza in consiglio di tutte le forze che faranno parte di questa coalizione, possa, insieme al presidente che verrà eletto, gestire il fiume di denaro pubblico del Pnrr per garantire anche alla Tuscia di vedere realizzata la promessa di una forte ripartenza dell’economia”.
“Inoltre – conclude Giacomo Barelli – un esperimento ‘Ursula’ in provincia getterebbe le basi per le future amministrative. A partire da Viterbo. Perché c’è bisogno di amministrazione, cose concrete, pragmastismo e arte di governo. In provincia, come a Viterbo, c’è bisogno di una classe dirigente per cambiare in meglio città e territorio senza più ideologie”.
Daniele Camilli


