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Ex sindaco Bambini accusato di corruzione, colpo di scena “intercettazioni”

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Operazione Vox Populi - La forestale al comune di Acquapendente - Nel riquadro l'ex sindaco Alberto Bambini

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente – Nel riquadro l’ex sindaco Alberto Bambini


Acquapendente – (sil.co.) – Appalti pubblici truccati, ancora un colpo di scena nel processo a cinque imputati di turbativa d’asta, rivelazione di segreti d’ufficio e corruzione in concorso, tra i quali l’ex sindaco Alberto Bambini. Tornano le intercettazioni che erano state azzerate a maggio. 


Colpo di scena a favore della procura

Stavolta il colpo di scena è a favore del pm Stefano D’Arma, titolare del fascicolo della maxinchiesta Vox Populi, dalla quale sono scaturiti due processi, entrambi ancora in corso. Il primo con giudizio immediato agli indagati sottoposti a misura cautelare nel 2016. E il secondo, in cui è imputato anche l’ex sindaco, con rito ordinario, dopo il passaggio del rinvio a giudizio da parte del gup.

Lo scorso 12 maggio il collegio aveva dato ragione alle difese che il 16 dicembre 2020 avevano sollevato l’eccezione dell’inutilizzabilità delle intercettazioni, in quanto oggetto tra il 2014 e il 2015 di altri sei diversi procedimenti.

Intercettazioni entrate invece nel processo “Vox populi uno”, di cui il pm Stefano D’Arma era pronto ancora una volta a chiedere la trascrizione.


Via libera alle intercettazioni, ma per i primi testi c’è da aspettare

Ieri, a distanza di quasi sei mesi, il collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini ha revocato l’ordinanza di “azzeramento”, su istanza presentata all’udienza del 15 settembre dal pubblico ministero D’Arma, accogliendo la richiesta di trascrizione delle intercettazioni ritenute utili al procedimento “Vox populi due”.

Il prossimo 17 novembre, di conseguenza, si terrà un’udienza ad hoc per la nomina di un perito, mentre a marzo saranno sentiti i primi testimoni dell’accusa, che in base al calendario avrebbero dovuto essere ascoltati due mesi fa.


Oltre sei anni fa la “tangente a fin di bene”

Vox populi, un’inchiesta che ha fatto epoca. L’ex sindaco c’è finito in mezzo per la famosa “tangente a fin di bene”, chiesta dall’imprenditore Fabrizio Galli al collega Mauro Gioacchini all’inizio di maggio 2015: cinquemila euro ciascuno, per spartirsi due appalti di asfaltatura, che Bambini avrebbe chiesto per l’acquisto di un’apparecchiatura per l’ospedale di Acquapendente.  

Nel mirino della procura, ancora una volta, anche la gara per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino, per un valore di 790mila euro; la gara per i lavori di asfaltatura del 2015; e poi, il permesso a costruire alla società che ha realizzato il centro commerciale in località Cufaro.


Comune parte civile contro tutti tranne l’ex sindaco

Oltre all’ex sindaco Alberto Bambini, sono imputati nel “Vox populi bis” anche l’ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune Ferrero Friggi, gli imprenditori Marco Bonamici ed Enrico Barberini e l’operaio Giuliano Colonnelli, dipendente del già indagato imprenditore Fabrizio Galli. 

Parte civile contro tutti gli imputati ad eccezione dell’ex sindaco il Comune di Acquapendente. 


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