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Festa di compleanno tragica per una coppia, lui picchiato e lei violentata…

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Vetralla – (sil.co.) – Festa di compleanno finisce in tragedia per una coppia.

Lui picchiato fino a fargli uscire una spalla, lei violentata da uno degli aggressori dell’allora fidanzato. Era la sera del 6 maggio 2017. Vittime un ragazzo d’origine moldava all’epoca dei fatti 22enne e una coetanea d’origine romena. 

Ma la vittima non si presenta a testimoniare e il fidanzato non riconosce l’unico imputato: assolto, nonostante i tre anni chiesti dall’accusa.

Il moldavo ieri è venuto apposta a Viterbo da Padova, dove nel frattempo si è trasferito, per testimoniare al processo in cui lui e la ex erano entrambi presenti solo come parti offese, davanti al collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco. Imputato di lesioni e violenza sessuale uno dei 5 aggressori della coppia.


Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale


“Quella sera eravamo andati a una festa di compleanno a La Botte, frazione di Vetralla, in cui tutti gli invitati erano romeni tranne me moldavo, per cui avevo già sentito dei commenti negativi sul mio conto – ha esordito il giovane – a un  certo punto la mia ragazza si è messa a ballare come una ballerina di night con un connazionale. Io mi sono ingelosito e ho deciso di andare via con la mia auto, tornando indietro quando mi sono accorto che avevo il suo cellulare ancora in tasca, per restituirglielo”.

“Sceso dalla macchina, mi sono venuti addosso da dietro cinque romeni, sferrandomi un pugno, al che mi sono rifugiato all’interno, dove hanno continuato a picchiarmi fino a quando mi è uscita la spalla destra. Ricordo che la mia ragazza piangeva e gli diceva di smetterla. Quando sono riuscito a divincolarmi, sono scappato da solo e sono tornato a Tuscania, lei invece è rimasta alla festa. Il giorno dopo sono andato al pronto soccorso dell’ospedale di Tarquinia”, ha raccontato, producendo un cd con la documentazione che attesta come in seguito all’episodio la spalla gli sia uscita altre 7 volte e debba sottoporsi a un intervento chirurgico a causa dei postumi dell’aggressione. 

Ha però detto di non essere in grado di riconoscere l’imputato come uno dei cinque che lo hanno aggredito. Non solo. Quando la pm Chiara Capezzuto gli ha chiesto cosa gli avesse raccontato la fidanzata del prosieguo della serata, durante il quale sarebbe stata consumata la violenza, consistita in un tentato approccio sessuale da parte dell’imputato, il moldavo si è limitato a riferire: “Mi disse che aveva preso uno schiaffo e niente altro, pochi giorni dopo ci siamo lasciati e non l’ho più vista”.

Non essendosi mai presentata al processo per testimoniare, la pm ha chiesto l’acquisizione del verbale delle sommarie informazioni rilasciate durante le indagini preliminari dalla vittima, in base al quale, pur riconoscendo la minore gravità della violenza sessuale contestata, ha ritenuto provate le circostanze, chiedendo una condanna a tre anni e un mese con la continuazione dell’imputato difeso dall’avvocato Tiziana Maracci del foro di Viterbo

Dopo una breve camera di consiglio, il collegio ha assolto l’imputato da entrambi i reati. 


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