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Furto di energia elettrica “artistico”, dietro un quadro l’interruttore clandestino

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Fabrica di Roma – (sil.co.) – Furto di energia elettrica “artistico” in un’abitazione di viale degli Eroi a Fabrica di Roma. L’interruttore collegato al by pass clandestino era astutamente nascosto dietro un quadro. Non un quadro elettrico, ma un quadro dipinto, appeso a una parete. Condannata una cinquantenne. Per farsi aprire la porta, i tecnici Enel hanno dovuto chiamare i carabinieri.


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Sul posto carabinieri e tecnici dell’Enel


L’interruttore nascosto dietro il quadro è stato scovato dai carabinieri a maggio 2018, quando i militari della compagnia di Civita Castellana hanno fatto accesso nell’abitazione assieme ai tecnici dell’Enel, che li avevano chiamati in soccorso in quanto la figlia dell’affittuaria si rifiutava di aprire loro la porta dell’appartamento.

La madre della ragazza, una 51enne originaria dell’ex repubblica sovietica della Georgia, finita a processo per avere rubato energia elettrica, secondo l’accusa da maggio 2014 a maggio 2018, davanti al giudice Francesco Rigato, al quale giovedì ha detto di avere abitato in quella casa con la sua famiglia soltanto il primo anno.

“Non so niente del by pass. Abbiamo continuato a pagare l’affitto noi, ma in realtà tra il 2015 e il 2018 siamo stati in Georgia per tre anni. In quel periodo nell’abitazione hanno vissuto a due connazionali, due ragazzi di cui non ricordo i nomi, che pagavano loro le bollette. Quando sono venuti i carabinieri eravamo appena rientrati in Italia”, ha detto al giudice l’imputata, interrogata giovedì, prima della sentenza.


– Ruba corrente elettrica con un allaccio abusivo


Il difensore, chiedendo l’assoluzione, ha sottolineato come capiti spesso tra i georgiani che, tornando in patria per un periodo, per non perdere la casa in Italia, la lascino in uso a dei connazionali. 

L’accusa ha chiesto una condanna a 6 mesi e 300 euro di multa. Il giudice ha condannato la cinquantenne a 4 mesi di reclusione e 120 euro di multa con sospensione della pena. 

Secondo le indagini, la donna, responsabile in quanto locataria, avrebbe attaccato il contatore direttamente alla centralina dell’Enel, manomettendo un contatore sigillato, che utilizzato da mani inesperte avrebbe anche potuto creare importanti danni all’ alta tensione.


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