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“L’acqua al Bullicame c’è, ma le vasche facevano schifo e le abbiamo svuotate…”

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Viterbo – L’acqua al Bullicame c’è, soltanto che le vasche facevano un po’ schifo e un paio di persone hanno deciso di ripulirle per conto proprio. Svuotandole prima. Stappandole. Come si faceva una volta in mezzo alle campagne quando si voleva fare dispetto a qualcuno. Non è questo il caso, ma il procedimento è stato lo stesso.


Viterbo - La pulizia delle vasche del Bullicame

Viterbo – La pulizia delle vasche del Bullicame


Bullicame Viterbo, a nord della città. Ci si arriva da valle Faul prendendo poi lo svincolo per Orte della traversale. Senza però imboccarlo, girando immediatamente sulla sinistra appena si nota il segnale marrone che indica la zona. Dopo di che, aperta campagna, strade devastate e in bocca al lupo. Fino a una rete di metallo con attorno sempre qualcuno che si muove e che indica che qualcosa da quelle parti c’è. E se non sono i militari, che stanno più avanti a ridosso della Tuscanese, allora è di sicuro il Bullicame. “Sito – come sta scritto sul pannello all’ingresso – di rilevante interesse paesaggistico, storico e monumentale per la città di Viterbo”. 


Viterbo - Una vasca del Bullicame

Viterbo – Una vasca del Bullicame


L’acqua sulfurea, che lo contraddistingue, è tornata da queste parti dopo 7 anni di assenza. Poi, a chiudergli la bocca, c’ha pensato il Covid. Niente più balneazione, in nessuna delle “pozze”, come in gergo si chiamano, del “territorio”. Un arco temporale, quello della pandemia, che ha visto anche la fine, quella definitiva e dopo secoli di storia e di culture contadine che lo hanno sempre protetto e preservato, delle cosiddette “terme di San Sisto”, anch’esse attorno a uno svincolo della trasversale verso Vetralla.


Viterbo - La callara del Bullicame

Viterbo – La callara del Bullicame


Al Bullicame ci sono due vasche di balneazione terapeutica, così si chiamano, “realizzate di recente – recita ancora il panello di prima – in corrispondenza di antiche pozze” d’epoca romana. A giugno sono state riaperte e immediatamente molto frequentate, tant’è che le persone che l’altro giorno stavano pulendo le vasche, parlavano di centinaia di persone un po’ lungo tutta quanta l’estate scorsa.


Viterbo - Il Bullicame

Viterbo – Il Bullicame


Queste due vasche, fino a qualche giorno fa, erano piene di foglie cadute dagli alberi che si mischiavano al fango. Rendendo, pare, inutilizzabili entrambe. Ed è a questo punto che un paio di signori sulla sessantina hanno deciso di stapparle per poi prendere secchio e pala e svuotarle di tutto il ben di dio. Si sono lasciati fotografare, ma non hanno voluto lasciare nome e cognome, perché temono che l’iniziativa, agli occhi del comune di Viterbo che ce l’ha in carico, potrebbe apparire non troppo ortodossa. “E con le foto come si fa?”. “Nun c’è problema”, è stata la risposta. “L’acqua c’è – hanno poi aggiunto – non manca. Basta che vai a vedere la callara. E’ piena e in piena attività”.


Viterbo - Una vasca del Bullicame

Viterbo – Una vasca del Bullicame


La callara sta in fondo, circondata da una struttura circolare trasparente chiusa da un portone che somiglia a quello dei cattivi nelle battaglie del Signore degli anelli. Di fronte, una specie di totem con una citazione di Dante che riporta il posto nella Commedia, assieme ad altri sempre di Viterbo.


Viterbo - Il Bullicame

Viterbo – Il Bullicame


La callara sembra infatti in buona salute e i canali che si snodano da questa specie di casa madre a 58 gradi sono pieni pieni d’acqua, che poi attraversa le vasche e finisce in mezzo alla campagna. Terra di nessuno. Con attorno un patrimonio straordinario. Storico e ambientale.


Viterbo - La pulizia delle vasche del Bullicame

Viterbo – La pulizia delle vasche del Bullicame


All’interno del perimetro del Bullicame, ci sono infatti specie vegetali rare e collezioni botaniche. Lasciate un po’ così, come tutto il resto, la sensazione, andandoci. “Abbiamo deciso di ripulire le vasche – dicono i due signori, accompagnati da un terzo che non ha aperto bocca, ma il sospetto è che fosse venuto lì a guardare -, abbiamo ripulito le vasche perché facevano schifo. Per pulirle dovevamo prima svuotarle. Ci dispiaceva vederle così, e vedere che nessuno faceva niente”.

Daniele Camilli


Fotogallery: La pulizia delle vasche del Bullicame

Articoli: “Bulicame, l’acqua non è sufficiente”Bullicame, torna a ribollire l’acqua di Dante… ma il parco è deserto


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