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Ladruncolo di cellulari tradito da uno squillo di troppo

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Orte – (sil.co.) – Razzia di cellulari a Orte, due donne si costituiscono parte civile al processo contro un richiedente asilo ospitato nell’ex albergo adibito a centro di accoglienza nei pressi del casello autostradale. 

Per identificare il presunto ladro è bastato far squillare il cellulare. 

L’uomo è imputato di furto davanti al giudice Francesco Rigato, che ieri ha chiesto a uno dei carabinieri che si sono occupati delle indagini come siano giunti alla sua identificazione.

Al centro un cellulare denunciato come rubato il 29 maggio 2017.


Carabinieri

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“Dal 29 maggio al 3 giugno il telefono non ha registrato alcun traffico, dopo di che faceva traffico con due sim intestate a soggetti stranieri, attivate con documenti fittizi”, ha spiegato il militare, entrando nel merito di codici Imei e tabulati. 

“Analizzando i tabulati, è emerso che veniva sempre agganciata la stessa cella, quella di Guadamello, dove si trova anche il centro di accoglienza”, ha proseguito. 

Il 4 luglio 2017, i carabinieri si sono recati sul posto. “E’ bastato far squillare le due sim che si erano accavallate nei giorni successivi al furto per individuarle. Una era in uso a una donna straniera, mentre l’altra era in uso all’odierno imputato, che aveva con sé anche il telefono rubato”.

Il processo è stato aggiornato al 23 giugno per la discussione e la sentenza. 

 

 


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