Viterbo – “Legge Zan, abbiamo vissuto un vero e proprio Vietnam parlamentare”. Lui è Alessandro Zan, autore del testo di legge bocciato al senato dopo che la camera, l’altro ramo del parlamento, lo aveva approvato. Il deputato del Pd ieri sera era a Viterbo per presentare il libro “Senza paura” e discutere l’esito del Ddl che porta il suo nome. Con lui, anche la senatrice del movimento 5 Stelle Alessandra Maiorino, autrice del testo base della legge contro l’omolesbobitransfobia integrato poi nel testo di legge Zan.
Viterbo – Alessandro Zan, Giancarlo Mazza, Massimo Erbetti e Alessandra Maiorino
A moderare l’incontro, il consigliere comunale del movimento 5 Stelle, Massimo Erbetti, che insieme a Giancarlo Mazza dell’Altro circolo hanno organizzato l’iniziativa al Bistrot del teatro di via Cavour. Di fronte a loro, tanti giovani, espressione di associazioni, movimenti e realtà che hanno recentemente candidato la città dei papi a diventare la prossima sede del Lazio Pride. A giugno del prossimo anno, la sesta edizione, dopo che le precedenti 5 si sono svolte in tutte le altre province della regione. Eccezion fatta per la Tuscia. Una candidatura risultata vincente nel corso della competizione on line voluta dal comitato regionale Lazio Pride, anticamera della scelta definitiva che il comitato stesso dovrà fare a breve. Tenuto conto della volontà di chi sui social si è espresso per Viterbo.
Viterbo – Alessandro Zan
“Il testo di legge è stato bocciato – ha detto Zan – perché fa paura. E fa paura perché abbiamo una destra illiberale e sovranista che vuole trasformare l’Italia come l’Ungheria di Orban”. Partendo da cosa? “Dallo smantellamento dei diritti civili”.
“Il testo di legge è stato bocciato – ha proseguito Zan – perché questa destra ha come riferimento culturale l’Europa più arretrata. Tant’è vero che il Ddl non è mai stato contestato nel merito. Il motivo è questo, accanto a un impianto culturale ancora, purtroppo, profondamente patriarcale”.
Viterbo – Alessandra Maiorino
In sala ci sono i consiglieri comunali Giacomo Barelli (Azione) e Alvaro Ricci (Pd), la sindaca di Montefiascone Giulia De Santis con le assessore della sua giunta da poco nominate, la segretaria generale del Pd della Tuscia, Manuela Benedetti, e la segretaria del Pd di Viterbo Patrizia Prosperi. Probabilmente, le uniche istituzioni presenti in sala. Nessun altro. Non il sindaco di Viterbo e i suoi assessori, non gli altri consiglieri di maggioranza e opposizione. Ci sono invece la Rete degli studenti medi, l’Auser, Kyanos e i rappresentanti dei sindacati di base Usb e Si Cobas, il comitato di lotta della Tuscia.
Viterbo – La presentazione del libro di Alessandro Zan
Il Ddl Zan è un disegno di legge che mira ad abolire le discriminazioni e la violenza per ragioni basate su sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità. Chi oggi commette reati con finalità di “discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso” con la legge Zan sarebbe andato incontro a una pena aumentata fino alla metà di quanto sia già previsto per il reato in questione. A queste aggravanti si aggiunge quella dell’odio omotransfobico.
Una battaglia contro l’odio, “Senza paura”, come il libro di Zan presentato ieri sera in cui racconta la sua vita. Da Padova all’Arci Gay fino al parlamento e alla proposta di legge la cui bocciatura è stata accompagnata dall’applauso di un pezzo del senato, come ha fatto notare Maiorino, “fatto di soli uomini di una certa età”.
Viterbo – Il libro di Alessandro Zan
“Non è più tollerabile – hanno sottolineato invece Erbetti e Mazza – che in uno stato che si definisce democratico e moderno, ci sia qualcuno che debba nascondersi altrimenti rischia nella migliore delle ipotesi di essere insultato, deriso e minacciato e nella peggiore di essere picchiato o addirittura ucciso. Chi è diverso da chi? E ancora, è giusto che ci sia qualcuno costretto a nascondersi per ciò che è e non perché ha deciso di esserlo?”.
Viterbo – Il libro di Alessandro Zan
“Durante l’iter che avrebbe dovuto portare all’approvazione della legge – ha poi spiegato Zan – abbiamo vissuto un vero e proprio Vietnam parlamentare. Le forze politiche che sostenevano la legge alla camera sono state compatte. Cosa che non è successa al senato”. Perché? “Perché è cambiato il governo – ha risposto Zan -. Siamo passati da Conte a Draghi che ha fatto entrare in maggioranza la Lega e Forza Italia. Da qui la scelta di trovare una mediazione con la Lega, amica di Orban, in cui si è infilato il partito di Fratelli d’Italia. Se Italia viva avesse sostenuto la legge fino in fondo non saremmo a questo punto. Ma così non è stato, senza considerare che stiamo parlando di vite e storie fatte oggetto di discriminazione”.
Daniele Camilli





