Viterbo – (sil.co.) – Minaccia di uccidere il marito dell’ex amante: “Se non torni con me, lo faccio a pezzettini”. Sarà processato a porte chiuse un cinquantenne accusato di stalking aggravato dalla precedente relazione sentimentale con la vittima.
Una relazione extraconiugale costata cara a una cinquantenne residente in un piccolo dentro della provincia di Viterbo.
Quando la donna ha deciso di rompere e restare con il marito, l’amante, un uomo d’origine siciliana anche lui sulla cinquantina, invece di rassegnarsi, avrebbe cominciato a perseguitare lei e la sua famiglia, coinvolgendo nei ricatti anche i figli minorenni e il coniuge.
“Se non torni con me, ti rovino la reputazione, non potrai più uscire di casa per la vergogna”, l’avrebbe minacciata, manifestandole l’intenzione di utilizzare i social network per rendere pubblico cosa c’era stato tra loro.
E siccome la vittima avrebbe smesso di rispondere alle continue chiamate, avrebbe telefonato alla figlia adolescente per farsi passare la madre, facendole intendere così che gli sarebbe bastato un attimo per rivelare tutto. Non contento, avrebbe anche minacciato la donna di ucciderle il marito: “Lo faccio a pezzettini”.
La donna, preoccupata per l’incolumità propria e dei propri familiari, nell’estate di due anni fa si è decisa a sporgere denuncia, raccontando ai carabinieri di essere arrivata al punto di temere giorno e notte per i propri cari, di accompagnare i figli perfino alla fermata dello scuolabus e di temere quotidianamente, in seguito alle minacce di morte, per la vita del marito.
La pm Eliana Dolce
Il pubblico ministero Eliana Dolce, titolare del fascicolo, ha chiesto il rinvio a giudizio del presunto persecutore con l’accusa di stalking aggravato dal fatto di averlo commesso nei confronti di una persona con cui era stato legata da relazione affettiva.
Ieri mattina l’imputato è comparso davanti al gup Giacomo Autizi. La cinquantenne si è costituita parte civile con l’avvocato Giuseppe Picchiarelli.
La difesa dell’uomo ha chiesto il giudizio abbreviato, che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena.
Il giudice, accogliendo la richiesta di rito alternativo, ha rinviato l’udienza al prossimo 3 febbraio quando, salvo imprevisti, si procederà con la discussione e la sentenza. Il processo, essendo davanti al gup, si volgerà a porte chiuse.
