Il Cairo – Patrick Zaki, lo studente dell’università di Bologna in carcere al Cairo, potrebbe essere presto trasferito in un’altra struttura penitenziaria.
Patrick Zaki
A lanciare l’allarme sono gli attivisti di “Patrick Libero”, che con un post su Facebook riportano che oggi i genitori di Patrick Zaki sono andati a trovarlo nella prigione di Tora. Lo studente avrebbe detto alla sua famiglia di essere stato informato che la struttura carceraria dove è attualmente detenuto sta per chiudere e che dovrà essere trasferito in un altro carcere.
“Non sono ancora state fatte dichiarazioni ufficiali, quindi non sappiamo quando e dove sarà trasferito e siamo molto preoccupati che possa essere trasferito in una prigione con condizioni di vita peggiori – scrivono gli attivisti -. Quello che sappiamo è che non sarà trasferito nel nuovo complesso carcerario di Wadi El Natroun, perché la struttura è solo per detenuti e non per detenuti politici. Inoltre, siamo anche preoccupati che le visite non saranno permesse per il primo periodo di tempo nella nuova struttura di detenzione, come avviene di solito quando un prigioniero viene trasferito in un’altra struttura di detenzione e questo significa che sarà lasciato senza rassicurazioni, forse cibo, vestiti o necessità di base, fino a quando la sua famiglia sarà autorizzata a visitarlo di nuovo”.
“Stiamo aspettando la dichiarazione ufficiale per sapere cosa significherà questo per Patrick – continuano -, ma la verità è che probabilmente non ci sarà nessuna dichiarazione ufficiale e sentiremo per caso che la prigione è chiusa o la sua famiglia andrà a trovarlo solo per rendersi conto che è stato trasferito e in entrambi i casi i suoi avvocati dovranno andare a cercarlo nei registri della prigione per sapere dove lo hanno trasferito perché nessuno notifica nulla alle famiglie. Speriamo che questo non lo metta in circostanze ancora peggiori di quello che ha passato nell’ultimo anno e 9 mesi”.
Patrick Zaki, 29 anni, si trova in carcere da più di un anno. È stato arrestato il 7 febbraio dello scorso anno, appena atterrato all’aeroporto del Cairo. Voleva tornare nella sua città natale, Mansura, per trascorrere una breve vacanza insieme ai genitori approfittando della pausa accademica. Lo studente dell’università di Bologna, però, non è mai arrivato a casa. Zaki è stato infatti arrestato all’aeroporto.
Il giorno successivo lo studente era Mansura, ma in stato d’arresto. Le accuse mosse contro di lui sono minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento a manifestazione illegale, sovversione, diffusione di notizie false e propaganda per il terrorismo. Le accuse si basano su dieci post pubblicati da una pagina Facebook che la magistratura egiziana attribuisce al 29enne, ma che la difesa invece ha fin dal primo momento considerato falsi. Secondo le denunce di attivisti e legali, Patrick Zaki era stato anche torturato durante un interrogatorio.
