Londra – “È più frequente sviluppare miocardite con l’infezione da Covid che dopo il vaccino”.
Il rischio di sviluppare una miocardite a seguito della vaccinazione anti-Covid è inferiore rispetto a quello di svilupparla a seguito dell’infezione. A sostenerlo è uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine.
Per miocardite si intende un’infiammazione del muscolo cardiaco che non riesce più a lavorare in maniera efficiente. Può portare a mancanza di respiro, battito cardiaco accelerato o irregolare, dolore toracico e, nei casi più gravi, insufficienza cardiaca.
Secondo i dati elaborati dai ricercatori statunitensi del Centers for Disease Control and Prevention, il rischio di contrarre miocardite nei pazienti ricoverati per Covid è dello 0,146 per cento. Per i negativi dello 0,009 per cento. Un rischio, in media, superiore per giovani e anziani. Tra gli under-16 e gli over-75 il rischio è fino a 30 volte maggiore. Un evento, dunque, possibile e spesso correlato all’infezione da Covid.
Coronavirus
Un recente studio condotto da un’equipe israeliana guidata da Guy Witberg e pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha evidenziato che il rischio di sviluppare miocardite da infezione è quasi 4 volte maggiore rispetto al rischio derivante dal vaccino. La ricerca è stata condotta grazie al database del Clalit Health Services, la maggiore organizzazione sanitaria israeliana, e ha condotto un’analisi sull’incidenza della miocardite fino a 42 giorni dopo la prima dose di vaccino.
I risultati dello studio hanno evidenziato che su oltre 2,5 milioni di pazienti vaccinati di età pari o superiore a 16 anni, i casi di miocardite manifestatisi a seguito della vaccinazione sono stati 54. Un’incidenza stimata di 2,13 casi ogni 100mila persone. L’incidenza più alta è stata riscontrata nei pazienti di sesso maschile di età compresa tra 16 e 29 anni, con 10,69 casi ogni 100mila persone. Il 76% dei casi è stato classificato come “lieve”, il 22% come “intermedio” e 1 caso è stato associato a uno shock cardiogeno.
Il Prac, Comitato per la sicurezza dell’Agenzia europea del farmaco, ha annunciato di essere al lavoro per esaminare maggiori dati su questo rischio in seguito alla vaccinazione con i sieri di Pfizer e Moderna. “Abbiamo chiesto – ha annunciato il Comitato – alle aziende che commercializzano i vaccini in questione di eseguire una revisione approfondita di tutti i dati pubblicati sull’associazione tra miocardite e pericardite, compresi i dati degli studi clinici, i dati della letteratura e i dati disponibili nel pubblico dominio”.
– “Dopo la seconda dose di Pfizer mi hanno diagnosticato una pericardite…”
