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Viterbo – Salta la seduta di consiglio provinciale. Prima manca il numero legale e poi, divergenze d’opinione in maggioranza suggeriscono di rinviare tutto al 30 novembre.
Un incidente politico di percorso. Ne sono capitati diversi negli ultimi quattro anni, ma stavolta ha un sapore diverso. Perché a quanto pare lo scontro c’è stato tra Forza Italia e Pd, i due partiti che stanno faticosamente cercando un’intesa sul nome di Alessandro Romoli alla presidenza di palazzo Gentili, in vista del voto il 18 dicembre.
Motivo della discordia, una mozione proposta dal Pd, per il riconoscimento della cittadinanza simbolica ai minori nati nel territorio italiano e figli d’immigrati stranieri e residenti nella provincia di Viterbo.
Iniziata la seduta, è mancato il numero legale. Seduta sospesa. Alla ripresa, a sorpresa è stato tutto rimandato a fine mese, seppure la convocazione fosse doppia. Ieri in prima e oggi in seconda, quando serve un numero di presenti inferiore per garantire il numero legale. Nonostante questo, si è preferito rimandare.
Perché i numeri necessari a dare il via libera al provvedimento, è la lettura da parte dell’opposizione, la maggioranza Pd-FI si sarebbe accorta di non averla. Pare che Giulio Marini (FI) abbia fatto presente come la mozione, così strutturata, il suo gruppo non l’avrebbe votata. Adesso andrà rivista, a questo serve il rinvio.
Tanto basta a Gianluca Grancini (FdI), per mettere in evidenza le difficoltà della maggioranza, in prospettiva soprattutto delle elezioni.
Forza Italia e Partito democratico governano a palazzo Gentili. Alle consultazioni a dicembre, FI sostiene Alessandro Romoli alla presidenza, con il Pd. FdI con la Lega, Alessandro Giulivi.
“Credo che portare un argomento del genere non sia stato opportuno – spiega Grancini – la salute e il benessere dei più piccoli sono importanti e stanno a cuore a tutti. Ma in questi termini il centrodestra e Forza Italia non lo possono affrontare, si è visto in passato in altri ambiti”.
Tuttavia la maggioranza l’ha proposto. “Portarlo all’attenzione del consiglio provinciale – taglia corto Grancini – e non riuscire ad arrivare a termine è un qualcosa di ridicolo politicamente parlando”.
Giuseppe Ferlicca
