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Società italiana di pediatria: “Da fine agosto oltre 24mila casi nella fascia 6-10 anni, serve il vaccino”

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Cronaca – I bambini fino ai 12 anni, attualmente non vaccinabili, rappresentano la fascia di età che sta registrando un aumento dell’incidenza più elevato rispetto a tutte le altre classi di età. Lo dicono la Società italiana di pediatria (Sip) e l’Associazione degli ospedali pediatrici italiani (Aopi), che auspicano che gli enti regolatori europei e italiani autorizzino al più presto il vaccino per i piccoli dai 5 agli 11 anni, come fatto recentemente dalla Food and drug administration (Fda) americana.


Bambino a scuola

Bambino a scuola


Sip e Aopi ricordano che, secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, dall’inizio dell’epidemia al 9 novembre 2021 nella fascia 0-19 anni sono stati confermati 791mila 453 casi, 8mila 451 ospedalizzazioni, 249 ricoveri in terapia intensiva e 36 morti.

“Inoltre in poco più di due mesi (dal 25 agosto al 9 novembre) nella sola fascia di età 6- 10 anni c’è stato un incremento pari a 24mila 398 casi – scrivono in un comunicato -. La popolazione 0-12 anni, attualmente non vaccinabile, sta registrando un aumento dell’incidenza più elevato rispetto a tutte le altre classi di età. Risultano in aumento anche i ricoveri in ospedale e in terapia intensiva. A tali dati vanno aggiunti i 239 casi di Mic-c (sindrome infiammatoria multi-sistemica del bambino) censiti dal Gruppo di studio reumatologia della Sip, una complicanza da Covid-19 che ha interessato anche bambini senza pregresse patologie, ed i case report di long Covid nella fascia pediatrica, che risultano essere all’attenzione della comunità scientifica”.

Prendendo atto della situazione, Sip e Aopi fanno sapere di condivide la recente autorizzazione da parte dell’Fda americana del vaccino Covid-19 per la fascia di età 5- 11 e auspicano che gli enti regolatori europei e italiani facciano altrettanto e al più presto. 

Nel frattempo, nell’attesa del via libera anche in Italia per il siero per i più piccoli, invitano “le famiglie a confrontarsi con il proprio pediatra o operatore sanitario che ha in cura il minore per le opportune informazioni circa tempi e modalità per vaccinare i propri bambini”.


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