Mazar-i-Sharif – Quattro donne afghane sono state uccise a Mazar-i-Sharif, nel nord dell’Afghanistan. Tra loro anche la 29enne Frozan Safi, attivista per i diritti delle donne e docente di economia, scomparsa da circa due settimane.
Frozan Safi
Il cadavere è stato di Safi identificato in un obitorio di Mazar-i-Sharif, nel nord dell’Afghanistan. La sorella dell’attivista, che è una dottoressa, ha affermato che Safi è stata riconosciuta dai suoi vestiti. Secondo il racconto della sorella, il corpo presentava ovunque ferite da proiettili e i colpi le avevano distrutto anche la faccia. “C’erano ferite da proiettile dappertutto, troppe da contare, sulla testa, sul cuore, sul petto, sui reni e sulle gambe”, ha affermato la sorella, come riporta il Guardian.
Secondo quanto si apprende, negli ultimi giorni dello scorso mese Frozan Safi aveva ricevuto una telefonata da un numero anonimo che le raccomandava di raccogliere tutte prove del suo lavoro come attivista per i diritti delle donne afghane e di partire per un rifugio. Il Guardian scrive che per la 29enne la telefonata ricevuta “aveva senso”, dal momento che la ragazza credeva che fosse in corso una sua richiesta di asilo in Germania.
Frozan Safi avrebbe quindi lasciato la propria abitazione per incontrare qualcuno che affermava di poterla aiutare a lasciare il paese, ma non ha più fatto ritorno. Né è riuscita davvero a scappare dall’Afghanistan, diventato ormai per lei un posto estremamente pericoloso dopo il ritorno al potere dei talebani. Le quattro donne uccise sarebbe state dunque attirate in una trappola
Un portavoce dei talebani ha affermato che sono state arrestati due sospetti per la morte delle quattro donne.
