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Via Saffi, il comune prova a riaprire bottega

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Viterbo – Il comune prova a “riaprire” via Saffi. Un tempo, una delle strade più prestigiose dello shopping nel cuore di Viterbo, oggi gran parte delle saracinesche sono abbassate.

La crisi da quelle parti è iniziata da anni e non pare esserci modo d’invertire la tendenza. Accanto ad attività che resistono, molte altre hanno gettato la spugna. Un locale sfitto dietro l’altro è uno spettacolo che a palazzo dei Priori vorrebbero cambiare. Per farlo hanno pubblicato una manifestazione d’interesse. “Per il riuso e la riqualificazione di spazi inutilizzati, sfitti o degradati presenti all’interno del centro storico per supportarne la riattivazione”.


Viterbo - Via Saffi

Viterbo – Via Saffi


Ovvero, via Saffi, luogo dove devono trovarsi gli immobili. “Caratterizzata – riporta il provvedimento – da indebolimento dell’offerta commerciale, attraverso il riuso di spazi sfitti e dismessi di piccola dimensione”. L’amministrazione vedrebbe bene attività artigianali ed artistiche.

L’indagine esplorativa è partita e il 30 novembre si capirà il grado di successo, attraverso le adesioni eventuali, pervenute da parte dei proprietari. A loro, il comune intende riconoscere un contributo economico per la cessione in comodato d’uso degli immobili.

Via Saffi potrebbe diventare la strada dell’artigianato artistico, luogo dove aprire studi d’arte o atelier o magari alcuni spazi potrebbero essere destinati ad associazioni di categoria, che poi li cederebbero ai loro associati anche in forma temporanea.

A ciascun proprietario sarà riconosciuto un contributo forfettario a fronte della cessione in comodato d’uso per un anno. Per locali inferiori a centro metri quadrati, 2500 euro, Superiore a 100 metri quadrati si passa a 3500 euro.

Concluso il periodo di comodato, il proprietario deve garantire la possibilità di stipulare un contratto di locazione 6 anni più 6 come previsto dalla norma e l’amministrazione stabilisce anche il canone massimo, 11 euro al metro quadrato per i primi tre anni e con aumenti non superiori al 25% per quelli successivi.

L’eventuale rifiuto ad affittare gli immobili, farà scattare il recupero delle somme percepite da palazzo dei Priori. Sarà un inventivo sufficiente a far riaprire bottega?

Giuseppe Ferlicca

 


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