- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Botte al Sacrario ma non è vero, quarantenne condannato a 2 anni per calunnia

Condividi la notizia:

Viterbo – (sil. co.) – Botte al Sacrario ma le telecamere lo smentiscono, condannato a due anni di reclusione per calunnia un quarantenne viterbese.

“Mi ha dato una catenata in faccia, guardate i video”, aveva detto alla polizia. La denuncia però gli si è ritorta contro. Protagonista un quarantenne viterbese, che una sera di luglio di cinque anni fa, verso le 21,30-22, ha denunciato di essere stato colpito in faccia da una catena sferrata da un conoscente che lo avrebbe sorpreso alle spalle.


Viterbo - Botte al Sacrario - Intervento della polizia

Botte al Sacrario (ma non era vero) – Intervento della polizia


Ebbene, la presunta vittima, difesa dall’avvocato Luigi Mancini, è finita a processo davanti al tribunale di Viterbo per calunnia.

In base alle telecamere della videosorveglianza nessuno avrebbe sferrato catene. Tanto meno la persona da lui indicata nella denuncia. Nessuna traccia della carena, mentre fu lo stesso imputato a suggerire agli agenti della questura di visionare le telecamere.

“Gliele ho fatte vedere io tramite il navigatore satellitare, perché sapevo dove stavano”, ha detto durante l’interrogatorio, all’udienza dello scorso 28 maggio, fornendo al giudice la sua versione dei fatti, dal momento che nei filmati che avrebbero dovuto inquadrare l’avvenuto non si sono viste né aggressioni, né catene.


– Botte al Sacrario ma le telecamere lo smentiscono


“Sono stato colpito alle spalle, me lo sono trovato dietro all’improvviso. Ha urlato che voleva ammazzarmi e mi ha colpito con una catena che aveva in mano sulla faccia a su una spalla. La polizia voleva chiamare il 118, ma io ho detto di no, che non volevo andare al pronto soccorso”.

E’ andata che l’imputato, senza alcun referto medico e senza il conforto dei filmati della videosorveglianza, si è ritrovato lui a processo per calunnia. 

Tra lui e la parte offesa ci sarebbero stati dei vecchi rancori, per cui il quarantenne sarebbe stato colpito da un divieto di avvicinamento. Secondo l’accusa l’imputato avrebbe quindi denunciato il falso, incolpando volontariamente una persona di un reato che sapeva non avere commesso.

Motivo per cui è stato condannato a due anni di reclusione per calunnia. 


Condividi la notizia: