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Tarquinia – Omicidio delle Saline, da Pavia a Viterbo per inseguire la sua ossessione.
Claudio Cesaris aveva perso la testa per la donna che ha inseguito dalla Lombardia alla Tuscia e che ha avuto il suo epilogo nel drammatico omicidio di qualche giorno fa.
Il 68enne lombardo è, infatti, in stato di fermo su disposizione della procura di Civitavecchia con l’accusa di avere ucciso, attorno all’una di martedì 7 dicembre a Tarquinia, Dario Angeletti.
Cesaris, ex tecnico di laboratorio del dipartimento di scienze della terra dell’università di Pavia, avrebbe preso in affitto una casa a San Martino al Cimino sulle tracce di una ricercatrice 39enne, per la quale avrebbe perso la testa, lasciando moglie e una figlia.
Lei si sarebbe trasferita nel 2020 nel capoluogo della Tuscia. E lui, pensionato e separato, l’avrebbe seguita.
La 39enne avrebbe lavorato con Angeletti e potrebbe essere stata la gelosia nei confronti del collega di lavoro della donna, visto come un rivale d’amore dal 68enne, a spingere all’omicidio Cesaris.
Nel luglio del 2020, la 39enne, una ricercatrice, anche lei originaria della provincia di Milano, si sarebbe trasferita all’università di Viterbo, dove ha conosciuto la vittima, dopo avere lavorato otto anni con un assegno di ricerca all’università degli studi di Pavia.
È a Pavia che Cesaris si sarebbe invaghito della donna e per lei avrebbe ucciso il professore cinquantenne di Tarquinia. Forse con un colpo di pistola, una pistola che non è stata ancora trovata. Da chiarire se la stessa pistola che deteneva con un regolare porto d’armi.
Il 68enne è stato interrogato in attesa della convalida o meno dell’arresto.
Nel frattempo il comune di Tarquinia è pronto a costituirsi parte civile contro il presunto omicida di Dario Angeletti, individuato in poche ore proprio grazie al complesso sistema di videosorveglianza pubblica.
