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“Dimensionamento scolastico, operazione priva di progettualità didattica”

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Viterbo - L'Istituto superiore Paolo Savi

Viterbo – L’Istituto superiore Paolo Savi

Tuscania – Riceviamo e pubblichiamo – Il giorno 22 dicembre 2021 si è tenuta la riunione della Conferenza Regionale Permanente per l’Istruzione, riguardante il dimensionamento scolastico nel Lazio, relativo all’anno scolastico  2022/23.

Per quanto riguarda la la provincia di Viterbo, l’assessore Stelliferi ha riproposto l’ipotesi di risolvere la crisi del Savi di Viterbo mediante l’aggregazione del Liceo Scientifico di Tuscania, di cui si prevede il distacco dal’IIS Cardarelli di Tarquinia.

Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la propria contrarietà alla proposta, che si configura come una mera operazione di vertice, condotta in spregio della mancanza di condivisione più volte manifestata dalla comunità educativa del Cardarelli, di cui non casualmente la provincia non ha ritenuto di acquisire il parere, in spregio alle stesse regole che governano le operazioni di dimensionamento scolastico.

Le organizzazioni sindacali condividono certamente l’obiettivo di salvaguardare un istituto storico, come il Paolo Savi, ma non certo tramite la “cannibalizzazione” di altre istituzioni scolastiche. Peraltro, date le nuove norme sul numero degli alunni necessari al mantenimento dell’autonomia scolastica, il Savi non è a rischio di perdita della stessa per l’anno scolastico 2022/23, il che consentirebbe di avere a disposizione un anno di tempo per cercare una soluzione alternativa, più consona alle esigenze del territorio viterbese.

Non ci si può esimere dall’osservare che l’assessorato regionale ha mostrato apertura verso la richiesta della provincia di Viterbo, che, invece, alla luce delle decisioni assunte con riferimento alle altre province del Lazio, avrebbe dovuto essere dichiarata semplicemente irricevibile. Si tratta, difatti, dell’unica operazione di dimensionamento, a fronte dell’orientamento assunto dalla stessa regione di lasciare immutata la situazione sul territorio, data la pandemia in corso.

La decisione finale è ora demandata alla giunta regionale. Auspichiamo che la stessa voglia tener conto degli orientamenti espressi in modo unanime dai rappresentanti  del territorio e non ceda alla tentazione di un’operazione pensata a “tavolino”, ma priva di una progettualità di lungo periodo.
                                                                                                                                                                                                         Cisl Scuola – Flc Cgil


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