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La maggioranza non trova l’accordo, salta il contributo di solidarietà per contenere il rincaro delle bollette

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Roma – Il rischio di un importante rincaro delle bollette di gas e luce incombe sulle famiglie italiane. In mattinata era emersa l’ipotesi di un contributo di solidarietà per contenere l’aumento dei prezzi, ma è saltata perché i partiti che sostengono la maggioranza non hanno raggiunto un accordo. 


Mario Draghi

Il presidente del consiglio Mario Draghi


L’idea del contributo di solidarietà avanzata durante il consiglio dei ministri a palazzo Chigi era che questo si applicasse ai contribuenti che guadagnano più di 75mila euro. Ad essere favorevoli alla manovra il Partito democratico, il Movimento 5 stelle e Liberi e uguali. Contrari invece la Lega, Forza Italia e Italia Viva. Alla fine del cdm la proposta non è passata.

 

A lanciare l’allarme sul rincaro delle bollette nei giorni scorsi è stata un’analisi di Nomisma Energia. Secondo la società di ricerca, senza interventi del governo le bollette del gas aumenteranno da gennaio del 50 per cento mentre quelle dell’elettricità di almeno il 17 per cento. 

Secondo Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, sono molteplici le cause di questo possibile e preoccupante rincaro delle bollette. “La prima è che gli stoccaggi sono bassi, perché la Russia consegna meno gas all’Europa – ha detto all’Ansa -. Un po’ perché vuole spingere sul gasdotto North Stream che aprirà a marzo, un po’ perché ha problemi di trasporto, dato che la sua rete è molto vecchia”. Per Tabarelli ad incidere sui prezzi sono anche la ripresa produttiva dopo lo stop dovuto alla pandemia, l’aumento della domanda di gas da parte della Cina per abbandonare il carbone, la crescita di investimenti sulle risorse rinnovabili e un calo di quelli sulle fossili senza però che diminuisca la domanda di gas. E infine il fatto che secondo l’esperto “i mercati sono in mano alla speculazione, e i politici non sanno che pesci pigliare”.


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