Viterbo – “La “pandemenza” è mentale, se non ci togliamo le mascherine e non facciamo resistenza civile ci aspettano tempi difficili. Tra un po’ non ci sarà dato neanche di scoreggiare perché stiamo inquinando”. Nel pomeriggio di ieri si è tenuta a Viterbo, fuori la porta di valle Faul, una manifestazione No Vax e No Green Pass. Non è la prima protesta contro le misure governative anti Covid che si tiene nel capoluogo, in estate ce ne sono state infatti diverse. Ma è la prima da quando è entrato in vigore il Super Green Pass.
Viterbo – Manifestazione No Vax e No Green pass a valle Faul
A organizzare la manifestazione è stato il gruppo “Viterbo Insieme”. “Non siamo ancora né un comitato né un coordinamento – ha commentato un partecipante -. Diciamo che la giornata di oggi è un modo per lanciare questo nuovo ciclo di iniziative”. Una settantina in tutto le persone che hanno deciso di sfidare il freddo per protestare contro il certificato verde. L’inizio della manifestazione era previsto alle 14.30, ma in pochi si sono presentati per quell’ora. “Siamo due gatti, quando è così è meglio non farla la manifestazione”, ha commentato uno dei primi partecipanti ad arrivare. Poi la platea ha cominciato pian piano ad allargarsi. Tanti i cappucci tirati su per proteggersi dal freddo, poche le mascherine indossate.
Viterbo – La manifestazione No vax e No Green pass a valle Faul
Del tè caldo è stato distribuito nell’attesa che arrivassero le attrezzature tecniche come amplificatore e microfono. “Siamo una rete che si sta organizzando per dare supporto a tutti quelli che resistono – ha esordito Andrea Roncolini, che ha presentato e moderato i vari interventi del pomeriggio -. Sono state prese misure autoritarie senza condivisione a nessun livello. Crediamo invece le misure debbano essere prese tutti insieme, a partire dal territorio dove siamo”.
Viterbo – Manifestazione No Vax e No Green pass a Valle Faul
Il primo a prendere la parola è stato Gianfranco Pigozzi di “Comunicazione di resistenza umana” (Cru) di Orvieto. “Quest’estate ho cominciato a sentire il clima comunicativo delle istituzioni che è cambiato con una violenza inaudita in uno stato di diritto – ha affermato -. Sono un insegnante e i primi giorni di scuola ho fatto i tamponi per andare a lavoro. Poi, il giorno in cui ho deciso di farmi sospendere, ho fatto un gesto di dissenso mostrando un cartello di protesta fuori la scuola. Questo ha portato un gruppo di persone a mettersi insieme, perché in molti sono pronti a far sentire la propria voce”.
“Ci hanno messo in una gabbia di terrore e hanno fatto leva su questo – ha concluso Pigozzi -. Dopo mesi di annichilimento tramite la paura, si può far accettare di tutto alla società. L’ultima onda da respingere sarà la vaccinazione dei bambini”.
“Io lavoro in banca e all’inizio sono stata sospesa per una decina di giorni – ha raccontato Cecilia, sempre di Orvieto -. Poi per necessità economica ho dovuto cedere al ricatto del Green Pass. Ogni volta che lo mostro è una tortura”.
Viterbo – Gianfranco Pigozzi
A intervenire è stato poi Flavio Divisani, un ragazzo 29enne di Roma: “La “pandemenza” è mentale. Se non ci togliamo le mascherine e non facciamo resistenza civile ci aspettano tempi difficili. Tra un po’ non ci sarà dato neanche di scoreggiare perché stiamo inquinando. La mascherina fa male, mettersi un tappo davanti la bocca significa respirare le stesse cose che esaliamo e chiunque manifesta indossandola è complice del sistema”. Divisani ha poi parlato di una manifestazione che sembrerebbe si stia organizzando per gennaio a Roma. “Bloccheremo le principali arterie della città”, ha affermato.
Viterbo – Flavio Divisani
Un breve intramezzo musicale suonato con la chitarra da Antonello Giovanni Budano dei Costa Volpara, poi di nuovo altri interventi. A volte si levava qualche coro “No Green Pass, No Green Pass”. Sergio Mazzanti, docente universitario a contratto di lingua russa, presente alla manifestazione, ha parlato del progetto “Riso”. “È l’acronimo di Rete italiana di scambio orizzontale – ha spiegato -. Qualcuno di voi si starà domandando cosa centra questo con una manifestazione contro il Green Pass. Siamo qua a manifestare per la libertà e contro la peggior discriminazione che sia mai stata fatta in Italia da dopo la seconda guerra mondiale. Molti non posso più lavorare e Riso c’entra con la manifestazione perché dobbiamo difenderci e aiutarci a vicenda”.
Viterbo – Sergio Mazzanti
“Al termine di questa manifestazione verrà lanciata “Riso Viterbo” – ha concluso Mazzanti -. Ci raccoglieremo in una chat su Telegram per stabilire come e quando incontrarci e per organizzare questi scambi di beni e servizi. Ma anche scambi umani”.
Edoardo Venditti





