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“Nel mondo si tagliano le spese per l’istruzione, ma aumentano quelle militari”

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Roma – “Nel mondo si tagliano le spese per l’istruzione, ma aumentano quelle militari”. A dirlo è papa Francesco in occasione della giornata mondiale della pace 2022.

“Negli ultimi anni è sensibilmente diminuito, a livello mondiale, il bilancio per l’istruzione e l’educazione, considerate spese piuttosto che investimenti – ha detto papa Francesco -. Eppure, esse costituiscono i vettori primari di uno sviluppo umano integrale: rendono la persona più libera e responsabile e sono indispensabili per la difesa e la promozione della pace. All’investimento sull’educazione si accompagni un più consistente impegno per promuovere la cultura della cura, che, di fronte alle fratture della società e all’inerzia delle istituzioni, può diventare il linguaggio comune che abbatte le barriere e costruisce ponti”.

“È dunque opportuno e urgente – ha aggiunto il pontefice – che quanti hanno responsabilità di governo elaborino politiche economiche che prevedano un’inversione del rapporto tra gli investimenti pubblici nell’educazione e i fondi destinati agli armamenti. Il perseguimento di un reale processo di disarmo internazionale non può che arrecare grandi benefici allo sviluppo di popoli e nazioni, liberando risorse finanziarie da impiegare in maniera più appropriata per la salute, la scuola, le infrastrutture, la cura del territorio e così via”.


Papa Francesco

Papa Francesco


“La pandemia ha aggravato la situazione del mondo del lavoro, che stava già affrontando molteplici sfide – ha aggiunto -. Milioni di attività economiche e produttive sono fallite; i lavoratori precari sono sempre più vulnerabili;molti di coloro che svolgono servizi essenziali sono ancor più nascosti alla coscienza pubblica e politica; l’istruzione a distanza ha in molti casi generato una regressione nell’apprendimento e nei percorsi scolastici. I giovani che si affacciano al mercato professionale e gli adulti caduti nella disoccupazione affrontano oggi prospettive drammatiche”.

“A ciò si aggiunga che attualmente solo un terzo della popolazione mondiale in età lavorativa gode di un sistema di protezione sociale, o può usufruirne solo in forme limitate – ha concluso papa Francesco -. In molti paesi crescono la violenza e la criminalità organizzata, soffocando la libertà e la dignità delle persone, avvelenando l’economia e impedendo che si sviluppi il bene comune. La risposta a questa situazione non può che passare attraverso un ampliamento delle opportunità di lavoro dignitoso”.


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