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“Non era capace di cattiveria, era un buono…”

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Tarquinia – Dario Angeletti è stato ucciso “in quel posto meraviglioso dove ha dato l’anima”. Alle Saline di Tarquinia, la sua seconda casa. Lì il biologo e docente Unitus lavorava nel laboratorio di ecologia e centro ittiogenico sperimentale.


Dario Angeletti

Dario Angeletti


“È stato il mio insegnante e relatore – lo ricorda l’ex studentessa Claudia. oggi in forza all’Ispra -. Ma anche un amico e un confidente, colui che assorbiva tutte le mie incazzature con una calma e una pazienza incredibili. Nonostante le difficoltà del precariato universitario, era sempre ottimista e fiducioso. Era una persona buona. Non doveva andare così, non a lui, non in questo modo atroce. Morire così in quel posto meraviglioso dove ha dato l’anima”.

Professore di ecologia, ecologia applicata e tutela dell’ambiente marino tra le sedi dell’università della Tuscia di Viterbo e Civitavecchia, Angeletti ha condotto importanti ricerche su ecologia, genetica ecologica, biologia della conservazione e monitoraggio ambientale. “Non solo un uomo, un professore, uno studioso, una persona con la sua vita – rimarca l’amica Laura – ma anche colui che ha fatto ricerche importanti per l’ambiente e che è stato al fianco del professor Giuseppe Nascetti in tanto lavoro per le Saline. Ci sarebbe stato dispiacere per chiunque fosse stato trovato in quell’auto, ma quando ho letto il nome sono rimasta davvero sconvolta”.

Angeletti è stato freddato nel parcheggio delle Saline con un colpo alla testa. Martedì pomeriggio è stato trovato seduto al posto del guidatore con il volto sul volante e la cintura di sicurezza allacciata. “Un uomo mite – è il ritratto che fa di lui l’amico Riccardo -. Talmente mite che lo avrei sbattuto al muro per la sua mancanza di carattere. Talmente mite da essere in realtà semplicemente fragile a tal punto da ficcarsi in chissà quale casino con chissà che gente. La verità è che questo mondo quelli così li fa letteralmente a pezzi. Non so francamente cosa pensare, quando succede a una persona con la quale hai condiviso diversi anni di lavoro ti si gela il sangue punto e basta”.

Angeletti è stato relatore e correlatore di oltre 30 tesi di laurea e tutor di progetti di dottorato di ricerca. “Un uomo buono e gentile, quasi impacciato con noi studenti nonostante le alte competenze nella materia che insegnava – racconta Isabel -. Ho amato i suoi esami e le sue lezioni, e apprezzato immensamente la sua telefonata pochi giorni prima della consegna della tesi per congratularsi del lavoro fatto: cosa non scontata in ambito universitario. È stato per ben due tesi di laurea un contro relatore di delicatezza incredibile, con una passione per il proprio lavoro tale da mettere a proprio agio ogni studente il giorno della discussione finale. Quello che è successo è inspiegabile e terribile, tanto che per alcuni secondi ho pensato fosse uno scherzo di pessimo gusto. Aver perso un uomo così buono, con una famiglia, rimane una tragedia immane”.

La famiglia Angeletti è molto conosciuta e stimata, soprattuto tra Tarquinia e Civitavecchia. 50 anni, figlio di un noto medico, il docente aveva due sorelle. Lascia la moglie veterinaria e due figli. Solcava i mari con la sua amata barca. “Capitano della sua amata Blu, ci ha accompagnato tante volte per mare alla ricerca di pinne all’orizzonte – ricorda l’associazione Meris, che si occupa di ricerca sui cetacei e sul mare -. La passione per il mare ci ha unito fin da subito, legandoci in una amicizia sincera. Dario non era capace di cattiveria, era un buono. Ad ogni scontro o difficoltà rispondeva con immensa calma e pacatezza. Era un professore, ma prima di tutto un ricercatore, un amico, un marito e un padre”.


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