Roma – “L’arrivo della variante Omicron, molto più contagiosa delle precedenti ha aperto una nuova fase della pandemia. Domani faremo una cabina di regia per decidere il da farsi sulla base dei dati epidemiologici”. Il presidente del consiglio Mario Draghi ha iniziato così la tradizionale conferenza stampa di fine anno. “Lo stato di emergenza non è un atto di rassegnazione ma di necessità”, ha continuato.
Molti i temi affrontati dal premier durante la conferenza stampa, che è stata un’occasione per fare il punto della situazione sull’anno ormai giunto al termine. Un anno ancora segnato dalla pandemia e dalla diffusione di nuove varianti, ma anche dalle somministrazioni del vaccino anti Covid. Un anno complesso che ha visto l’ex presidente della Bce ricevere a febbraio la chiamata dal presidente della repubblica Mattarella per la formazione di un nuovo governo, dopo che l’esperienza del Conte II era giunta al capolinea.
Roma – Il premier Mario Draghi alla conferenza stampa di fine anno
“L’esecutivo ha fatto molto di quello che era stato chiamato per fare, ma fondamentale per l’azione di governo è stato il sostegno da parte delle forze politiche – ha affermato Draghi ai giornalisti -. Ed è questo il punto principale. I miei destini personali non contano assolutamente niente, non ho particolari aspirazioni di un tipo o dell’altro. Sono un uomo, un nonno al servizio delle istituzioni. La responsabilità della decisione è interamente nella mani delle forze politiche che sono quelle che hanno permesso a questo governo di agire. La grandezza del paese non è determinata da questo o quell’individuo, ma da un complesso di forze, di persone, di sostegno politico che permettono di andare nella direzione giusta”.
“Abbiamo conseguito tre grandi risultati – ha continuato il premier -. Il primo è che abbiamo reso l’Italia uno dei paesi più vaccinati del mondo, il secondo è che abbiamo consegnato in tempo il Pnrr e il terzo è che abbiamo raggiunto tutti i 51 obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Abbiamo creato le condizioni perché il lavoro sul Pnrr continui, indipendentemente da chi ci sarà al governo. L’importante è che il governo sia sostenuto da una maggioranza come quella che ha sostenuto questo esecutivo. È la più ampia possibile ed è una maggioranza che voglio ringraziare molto. Capisco benissimo che non è facile per i partiti lavorare insieme con idee e punti di partenza molto diversi. Eppure questo sforzo è riuscito”. Rispondendo alla domanda di una giornalista sul futuro dell’esecutivo, Draghi ha risposto: “La responsabilità quotidiana dell’azione di governo sta nel parlamento. La sua prosecuzione sta nel parlamento, che è l’organo che decide la vita del governo. L’ha decisa quest’anno e la deciderà sempre”.
Proprio sui vaccini, il presidente del consiglio ha ricordato che restano lo “strumento migliore di difesa” e che ad oggi circa l’8 per cento della popolazione italiana ha ricevuto almeno la prima dose. “È una proporzione più alta di Gran Bretagna, Francia e Germania. Invito tutti i cittadini a continuare a vaccinarsi e fare la terza dose, oggi è questa la priorità”. Ma a fronte della maggiore contagiosità della variante Omicron, Draghi non esclude che nella cabina di regia di domani possano essere decise nuove misure per cercare di contenere i contagi durante le festività natalizie. “Alla cabina di regia domani – ha affermato Draghi – si discuterà ad esempio di mascherine anche all’aperto, che sono previste già oggi nelle situazioni di grandi assembramenti, oppure dell’uso di mascherine Ffp2 in particolare in certi ambienti chiusi. E non è esclusa l’applicazione del tampone c’è un periodo nel Green Pass in cui la protezione delle prime due dosi decresce e la terza non è ancora stata fatta. In quel periodo è utile tampone. Sono tutti sistemi per cercare di rallentare la diffusione del virus”.
