Viterbo – Raffica di rapine a mano armata, è ripreso ieri davanti al collegio il processo ai due presunti banditi in nero che sette anni fa erano diventati il terrore delle cassiere dei supermercati della Tuscia.
“Mi hanno puntato il ferro addosso”, ha testimoniato un dipendente di uno dei tre punti vendita rapinati nel giro di poche settimane nel 2014.
Nel 2014 avrebbero preso di mira, sempre a mano armata e sempre vestiti completamente di nero, compreso il casco integrale in testa, almeno tre diversi punti vendita nella Tuscia, tra Ronciglione e Vetralla, riuscendo per qualche mese a sfuggire ai carabinieri e alla polizia che si sono immediatamente messi sulle loro tracce.
“Uno mi ha puntato la pistola, facendomi sentire il metallo”
Testimone un sessantenne, dipendente del market di Ronciglione colpito il 31 maggio di sette anni fa. “Quando i due banditi sono entrati, indossando entrambi il casco integrale, ho pensato a uno scherzo. Poi uno di loro, il più alto e snello, mi ha puntato una pistola, estraendola solo in parte dalla tasca, ma facendomi sentire il ferro addosso”, ha raccontato.
“L’altro faceva il giro delle casse, mentre entravano clienti”
“Mi ha spinto con delicatezza, senza ricorrere a minacce, tenendo lui sotto controllo la situazione, mentre l’altro faceva il giro delle casse facendosi consegnare i soldi. E’ avvenuto tutto con estrema calma, tant’è che la gente continuava a entrare senza accorgersi che era in corso una rapina. Se ne sono accorti solo i clienti in fila alle casse”, ha proseguito il sessantenne, spiegando di non averli visti in faccia, dato il casco integrale, potendone descrivere solo la corporatura.
“Non ho potuto capire se la pistola fosse vera o finta, il rapinatore l’ha estratta solo in parte. Ma ho sentito che era di metallo quando me l’ha puntata, appoggiandomela addosso”, ha ribadito.
Banditi in fuga catturati sull’Aurelia bis
Imputati sono due romani di 48 e 57 anni, F.D.P. e M.S., i quali devono rispondere di rapina aggravata e porto abusivo di arma da fuoco. Sono stati catturati sul litorale poche ore dopo l’ultimo colpo, messo a segno il 4 luglio 2014 al supermercato Sigma di viale Eugenio IV a Vetralla per un bottino di 5mila euro. Erano stati ripresi poco prima delle 18 dalla videosorveglianza sia all’entrata, sia all’uscita, mentre scappavano a bordo di uno scooter Yamaha Tmax in direzione Civitavecchia.
L’inseguimento è finito al chilometro 2,800 dell’Aurelia bis dopo due chilometri di folle corsa in un percorso a ostacoli, tra traffico, strada stretta e curvilinea. Nel frattempo, un poliziotto libero dal servizio ha informato la sala operativa della questura di aver trovato uno zainetto sospetto ai margini della strada, nei pressi di Monte Romano.
Vestiti di nero coi caschi integrali neri
In precedenza, secondo l’accusa, avevano messo a segno altre due rapine, una per l’appunto a Ronciglione il 31 maggio 2014 e l’altra, il 21 marzo dello stesso anno, ai danni del negozio Despar di via Cassia 2, sempre a Vetralla. In questo caso avevano fatto irruzione nel punto vendita pistola in pugno, vestiti di nero e indossando caschi neri per celare il volto, riuscendo ad arraffare 10mila euro.
Il processo riprenderà il prossimo 15 marzo.
Silvana Cortignani
Articoli: Raffica di rapine a mano armata nei supermercati, al via il processo ai banditi in nero – Colpo al Sigma, i rapinatori restano in carcere – Pronti, efficienti e professionali – Rapinatori inseguiti per due chilometri – Pistola in pugno rapinano supermercato
Mulimedia: fotocronaca – video