Viterbo – “Sciopero generale per il futuro della Tuscia”. Pullman in partenza questa mattina dal capoluogo Viterbo per partecipare alla manifestazione di piazza del Popolo a Roma. Altre invece saranno a Milano, Bari, Palermo e Cagliari. Il tutto per lo sciopero generale convocato da Cgil e Uil.
“La legge di bilancio e i provvedimenti messi in campo – spiegano le due confederazioni sindacali – non danno risposte sufficienti. Vogliamo dei cambiamenti concreti per i lavoratori e i pensionati e per rafforzare la coesione sociale e territoriale”.
Le richieste dei sindacati. Lotta alla precarietà e per garantire un’occupazione stabile a partire da giovani e donne. Un intervento fiscale equo per i redditi bassi e una maggiore redistribuzione e progressività. Lotta all’evasione fiscale e una riforma delle pensioni che consenta flessibilità in uscita e prevedendo la pensione di garanzia per i giovani e la valorizzazione del lavoro di cura. Una scuola e un sistema di istruzione di qualità a partire dalla stabilità del lavoro.
Viterbo – Il segretario Giancarlo Turchetti
“A pagare le conseguenze della crisi dovuta al Covid – dice il segretario generale della Uil di Viterbo, Giancarlo Turchetti – sono soprattutto i lavoratori che invece vengono esclusi dalla legge di bilancio del governo. Contrariamente alle aziende che durante i due anni di pandemia hanno ricevuto 170 miliardi di euro senza alcuna condizionalità. Non solo, ma si tratta anche di aziende che hanno delocalizzato la produzione fuori dall’Italia e, appena possibile, hanno ripreso a licenziare. Adesso che ci sono a disposizione 8 miliardi di euro, crediamo sia più giusto metterli a disposizione delle fasce più deboli della popolazione”.
Diverse le assemblee dei sindacati sui posti di lavoro in vista della preparazione di sciopero e manifestazione di oggi. “Uno sciopero – ha commentato Turchetti – fondamentale anche per lo sviluppo della Tuscia. Quello per cui le confederazioni sindacali si battono ogni giorno e che con i fondi del Pnrr deve finalmente diventare un dato di fatto, altrimenti non solo perdiamo un treno decisivo, ma perderemmo anche un treno che poi non torna più. Dobbiamo abbattere il cuneo fiscale, il solo modo, in questo momento, per ridare respiro ai consumi. Solo con più reddito i lavoratori possono fare acquisti. Non in un altro modo. Dobbiamo sviluppare infrastrutture e turismo, contrastare disoccupazione e licenziamenti e dare risposte vere al futuro delle giovani generazioni. Per poterlo fare anche nella Tuscia, lo sciopero di oggi è un passaggio importante”.
Manifestazione sindacale
Uno sciopero senza la Cisl, l’altra organizzazione sindacale che ha invece deciso di non aderire. “Non siamo un unico e solo sindacato – ha dichiarato Turchetti -, ma un sindacato unitario, con tre centrali confederali diverse e una propria storia, a livello nazionale e sui singoli territori”.
Tra le altre richieste sindacali, nuove politiche industriali per affrontare la transizione ecologica e digitale, soluzioni alle crisi industriali, contrastando le delocalizzazioni e dando un ruolo da protagonista dello stato. Aumento delle risorse per la sanità e per stabilizzare il personale. Approvazione di una legge sulla non autosufficienza e riduzione delle disuguaglianze a partire dal Mezzogiorno. “Perché coesione sociale – conclude infine Turchetti – significa non lasciare indietro nessuno”.
Daniele Camilli

