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“Sì, sono stato io a sparare”

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Omicidio delle Saline - Tarquinia - Il luogo del delitto - Nei riquadri: Claudio Cesaris e Dario Angeletti

Omicidio delle Saline – Tarquinia – Il luogo del delitto – Nei riquadri: Claudio Cesaris e Dario Angeletti

Tarquinia – “Sì, sono stato io a sparare”.

Ha confessato, Claudio Cesaris, il 68enne accusato dell’omicidio del professore dell’Università della Tuscia, Dario Angeletti.

Quest’ultimo era stato trovato morto martedì scorso nella sua Volvo v40 al parcheggio delle Saline di Tarquinia.

Il gip del tribunale di Civitavecchia oggi ha convalidato il fermo.

Ritrovata anche la pistola che Cesaris deteneva regolarmente, ma c’è da capire se sia compatibile con il bossolo trovato sul luogo del delitto.

Il 68enne si trova da qualche giorno piantonato all’ospedale di Belcolle e ora per lui si apriranno le porte del carcere di Mammagialla. 

Claudio Cesaris ha confessato di aver sparato a Dario Angeletti ma non avrebbe confermato la premeditazione dell’omicidio.

Era da poco passata l’ora di pranzo quando martedì il professore Unitus, Dario Angeletti, è stato colpito a bruciapelo da un colpo di pistola mentre si trovava a bordo della sua auto al parcheggio delle Saline, a Tarquinia.

Grazie anche alle registrazione delle numerose telecamere presenti sul posto, i carabinieri sono arrivati in poche ore al nome di un sospettato, Claudio Cesaris, che è stato raggiunto nel suo appartamento a San Martino al Cimino e che, alla vista dei militari, ha accusato un malore.

Il 68enne, funzionario tecnico in pensione dell’università di Pavia, era arrivato nella Tuscia per inseguire la sua ossessione: una ex collega di 39 anni di cui si era invaghito e che dal luglio 2020 aveva iniziato a lavorare all’Unitus. La donna si potrebbe essere trasferita nel Viterbese proprio per sfuggire alle attenzioni di Cesaris.

Probabilmente per l’inconsapevole colpa di aver stretto amicizia con la ricercatrice di 39 anni, Dario Angeletti è stato ucciso a bruciapelo con un colpo di pistola. Secondo gli inquirenti la fissazione del 68enne sarebbe cresciuta a tal punto da arrivare ad uccidere.


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