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Roma – Tutti in Dad con un caso di Covid in classe, anzi no. Il governo cambia idea nello spazio di poche ore sulle lezioni in presenza nelle scuole e infuria la polemica.
A pochissimo tempo dalla pubblicazione della circolare, firmata da Gianni Rezza, che stabiliva le lezioni a distanza per tutti con un solo caso di Covid in classe, i ministeri della Salute e dell’Istruzione hanno pubblicato una nota di chiarimento, in cui si precisa che la Dad si applicherà solo a chi dovrà andare in isolamento, mentre “la classe continuerà in presenza” grazie al potenziamento dei test.
Unica eccezione a questa retromarcia, le scuole che ospitano bambini fino a 6 anni. Lì la didattica a distanza scatterà automaticamente alla presenza di un solo positivo in classe. Per i bambini da 6 a 12 anni si andrà in Dad con due casi, da 12 anni in su ce ne vorranno tre.
Dura la reazione di Antonello Giannelli, presidente dell’Anp – Associazione nazionale presidi. “Troviamo sconcertante – ha detto a Tgcom – che una nota sottoscritta da due ministeri sia sospesa dopo neanche 24 ore e che le disposizioni ivi contenute siano già considerate superate”.
Interviene nella polemica anche l’ex ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina: “Se fossi ancora ministro, suppongo che la rassegna stampa di stamani sarebbe stata ben diversa, con degli attacchi molto feroci” ha dichiarato a radio Cusano Campus, criticando anche la gestione del suo successore Patrizio Bianchi: “Noi raccoglievamo i dati e davamo libero accesso a questi dati, ora il governo sta negando questi dati ai giornalisti. Quali sono i dati reali sulle scuole in questo momento non si sa”.
