Tarquinia – (sil.co.) – “Delitto delle Saline, il sospettato individuato in poche ore grazie al centinaio di telecamere presenti a Tarquinia”. La pubblica amministrazione del comune rivierasco, dove l’ultimo omicidio risale al 1997 e l’ultimo omicidio di tale portata addirittura a un secolo fa, è pronto a costituirsi parte civile contro il presunto omicida del biologo Dario Angeletti, individuato in poche ore grazie a un poderoso sistema di videosorveglianza pubblica.
“Un segnale forte da parte del comune che in questa triste vicenda si sente assolutamente parte offesa e che in questo modo vuole essere vicino alla famiglia e alla cittadinanza tutta”, spiega l’avvocato Paolo Pirani, il cui incarico è stato formalizzato ieri.
“Nei prossimi giorni – prosegue – sarà depositato un atto di intervento nel procedimento, come ente territoriale che ha subito di riflesso una lesione dell’interesse collettivo, che deve ovviamente passare al vaglio dell’autorità giudiziaria e che fa seguito all’installazione nel territorio di ben 93 telecamere di sicurezza grazie alle quali si è giunti al fermo dell’indiziato in poche ore”.
L’avvocato Paolo Pirani
Un centinaio di telecamere sparse ovunque
“Quasi cento telecamere sparse veramente ovunque, una sorta di Grande Fratello che potrà pure essere criticato, ma la cui presenza, in occasione di un evento di questo tipo, in una zona isolata e in pieno inverno, controllata in entrata e in uscita, ha consentito agli investigatori di stringere in poche ore il cerchio attorno al presunto assassino di Dario e anche di ricostruire in breve tempo il movente passionale che avrebbe fatto da sfondo al delitto”, sottolinea il legale di Tarquinia, noto alle cronache nazionali in quanto avvocato dei familiari di David Rossi, che non hanno mai creduto al suicidio dell’ex manager Mps precipitato dalla finestra del suo ufficio in via Monterozzi a Siena, il 3 marzo 2013.
Dario Angeletti
Vittima una persona perbene
“Il fermo per omicidio volontario del 68enne Claudio Cesaris avvenuto la mattina del 9 dicembre, meno di 48 ore dopo il delitto commesso all’ora di pranzo del 7 dicembre, ha non solo fatto immediatamente luce sulla vicenda, ma ha anche chiarito in tempi brevissimi che il professor Angeletti, persona perbene, di buona famiglia, di ampia cultura e dalla vita assolutamente specchiata, non è stato ucciso per chissà quale oscuro motivo da un sicario”.
Subito sulle tracce dell’assassino
Non basteranno le telecamere, secondo l’avvocato Pirani, che al riguardo ha comunque consigliato al comune un sequestro dell’hard disc delle registrazioni, l’acquisizione attraverso un canale formale, per la cristallizzazione della prova.
“In sede di convalida gip, davanti a un riesame o in cassazione, servono i gravi indizi di colpevolezza. Non potranno essere le telecamere la prova regina, ma sono il punto di partenza che ha consentito agli investigatori di circoscrivere il campo e arrivare a individuare l’attuale indagato nel giro di pochissime ore”, sottolinea.
“Per esperienza professionale anche personale – aggiunge – gli errori fatti nelle prime 24-48 ore sono determinanti. Qui dobbiamo dire che, al di là del segreto istruttorio che a mia memoria non ha eguali, l’attività è stata fatta bene, perché ha permesso di arrivare subito, proprio nell’immediatezza, al presunto omicida”.
Claudio Cesaris
Il presunto killer autorizzato a detenere armi
“Per il prosieguo saranno poi importanti il telefonino, la ricostruzione della vita privata sia della vittima sia dell’omicida, nonché della presunta causa del contendere. Serviranno altre consulenze e perizie, oltre all’autopsia, penso ad esempio alla necessità di una perizia balistica”, dice il legale. “A proposito di armi – aggiunge – ritengo ad esempio che la signora non avesse sporto alcuna denuncia per stalking nei confronti del presunto omicida del professor Angeletti, che a quanto sappiamo era autorizzato alla detenzione, dal momento che oggi come oggi basta una molestia o una minaccia perché vadano a verificare se la persona abbia un’arma, che nel caso viene immediatamente tolta”.


