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Un centro antiviolenza e un collegio di merito all’ex San Simone

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Viterbo – All’interno dell’edificio storico dei Santi Simone e Giuda nasceranno un centro di accoglienza per le donne vittime di violenza e di disagi sociali e un collegio di merito per gli studenti dell’università della Tuscia. Un progetto da quasi 15 milioni di euro finanziato dal ministero delle Infrastrutture, che ha visto scendere in campo regione, Ater, Asl di Viterbo e Unitus. 


Viterbo - Presentato il progetto di riqualifica dell’edificio Santi Simone e Giuda

Viterbo – Presentato il progetto di riqualifica dell’edificio Santi Simone e Giuda


“Un lavoro di squadra affinché venga data nuova vita a un complesso che rappresenta per la nostra città un patrimonio ambientale, storico, architettonico e culturale e che ad oggi vive una situazione di degrado che non possiamo più permettere”. A presentare l’intervento che sarà realizzato dall’Ater a partire dal 2023, è il presidente dell’azienda, l’ingegnere Ivan Grazini. Accanto a lui, il direttore generale Fabrizio Urbani, l’asssessore regionale alle Politiche abitative Massimiliano Valeriani, il consigliere regionale Enrico Panunzi, il rettore dell’Unitus Stefano Ubertini e la direttrice della Asl Daniela Donetti. 


Parte del chiostro del complesso di San Simeone e Giuda

Parte del chiostro del complesso di San Simeone e Giuda nel 2014


Nel cuore di Viterbo, con affaccio su viale Raniero Capocci, il complesso giace oggi in una condizione di abbandono e degrado. Erba alta, infiltrazioni d’acqua e incuria negli anni lo hanno fatto divenire meta di razzie notturne e furti. Ma presto si volterà pagina. Con un progetto che, come da previsione del presidente Ater, dal 2026 trasformerà gli oltre 5mila 700 metri quadrati di superficie totale – di cui 2mila 500 coperti e oltre 3mila e 200 di pertinenze esterne -, in un collegio di merito e un centro di accoglienza per le donne. “Ovviamente saranno locali con ingressi e spazi ben delineati e divisi” sottolinea l’ingegner Grazini.


Ivan Grazini

Ivan Grazini


Datata 1290, la struttura all’inizio era un ospizio per i pellegrini gestito dai monaci fino alla metà del 1400. Poi l’intero plesso è passato a diverse congregazioni monastiche che fino al 1800 lo hanno gestito. Sono state poi le truppe napoleoniche a farlo chiudere definitivamente. Nel 1909 il comune di Viterbo ne è tornato in possesso e fino al 1979 ha ospitato un ospizio. Divenuto poi di proprietà della Asl, ora è in attesa di passare sotto la proprietà della regione Lazio. E di trasformarsi in un centro nevralgico per la città. “Dove saranno combinati formazione e inclusione” commentano la direttrice Donetti e il rettore Ubertini.


 

Il complesso di San Simeone e Giuda

Il complesso di San Simeone e Giuda nel 2014


“L’intervento punta a costituire un esempio di welfare urbano, che coniughi al meglio politiche urbane e politiche sociali. La riqualificazione urbana e il recupero del manufatto edilizio andrà a costituire di fatto un polo aggregativo culturale e sociale, con servizi per il miglioramento della coesione sociale, determinando un arricchimento culturale e una maggiore qualità della vita dei cittadini” ha spiegato il presidente Grazini, illustrando come il recupero sarà il più possibile conservativo e di come sia già stata contattata la Soprintendenza dei beni culturali per la programmazione degli interventi.


Enrico Panunzi e Massimiliano Valeriani

Enrico Panunzi e Massimiliano Valeriani


“Presentare finalmente questo progetto è un traguardo importante per noi e per la città – spiega il consigliere Panuzi – perché questa giornata rappresenta il momento in cui una ferita per la città di Viterbo va piano piano a rimarginarsi. L’edificio dei Santi Simone e Giuda fa parte del nostro patrimonio e della nostra memoria storica. È giusto che la città torni a viverlo”.


Stefano Ubertini

Stefano Ubertini


“Essere qui è una soddisfazione immensa – sottolinea l’assessore regionale Valeriani -, perché significa che stiamo lasciando un segno. Che il nostro lavoro non è stato vano. Nel passato la politica era costruire. Oggi abbiamo una nuova visione e l’imperativo è recuperare, rifunzionalizzare. Per questo la riqualifica del plessod dei Santi Simone e Giuda ci riempie di orgoglio”. 


Fabrizio Urbani

Fabrizio Urbani


“Non erano mai arrivate così tante risorse nel Viterbese – prosegue -, e presto ne arriveranno altre. La vera sfida sarà trasformarle in interventi. Servono quindi progetti. Servirà saperli selezionare e saperli realizzare nei tempi che l’Europa ci detterà”. 

La riqualificazione del plesso, che godrà di 14,9 milioni di euro finanziati dal ministero delle Infrastrutture, fa parte del Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare ed è inserito all’interno del programma straordinario degli interventi Ater per il triennio 2022/2025.


Daniela Donetti

Daniela Donetti


“Si tratta di lavori per un totale di circa 330 milioni di euro tra quelli a Viterbo città e in altri comuni – conclude il direttore generale Fabrizio Urbani -, come quello da 2 milioni di euro a Vetralla, per la manutenzione straordinaria delle facciate e delle pertinenze condiminiali di oltre 40 alloggi in via Aldo Moro”.


Articoli: Ater: “Riqualificazione Santi Simone e Giuda successo di squadra” – 15 milioni al progetto Ater per recupero San Simone e Giuda – L’ex convento di San Simone abbandonato e saccheggiato

Barbara Bianchi


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