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“Al lavoro con Pd e Forza civica, come in regione e al governo”

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Roma – “Stiamo lavorando a lista e programma, il candidato sindaco verrà poi”. Massimo Erbetti rassicura: il Movimento 5 stelle è al lavoro in vista delle elezioni comunali di primavera. Anche se finora tutto sembra andare a rilento. Interlocutori privilegiati sono Pd e Forza civica-Azione, forze politiche con cui il movimento ha lavorato in tre anni e mezzo d’amministrazione. Netto sul centrodestra: “Hanno solo lasciato macerie a Viterbo e pure di se stessi”.


Massimo Erbetti

Massimo Erbetti


Il Movimento 5 stelle c’è e se c’è cosa sta facendo in questo periodo?
“Il movimento c’è – spiega Massimo Erbetti – ed è in attesa. A quanto pare, prima dell’elezione del presidente della repubblica non si muove nulla di concreto. Non ci sono colloqui, solo indiscrezioni. Noi con il centrosinistra, con cui abbiamo lavorato all’opposizione, Pd, Forza civica, abbiamo interlocuzioni per portare avanti un lavoro insieme, che è lo stesso di regione e governo, a livello nazionale”.

Quindi vi state parlando?
“Comunque interlocuzioni che procedono a rilento. Ho idea che fino al nuovo capo di stato non si andrà molto avanti. Ovviamente, noi stiamo lavorando a lista e programma, a prescindere dal resto. Si va avanti”.

Una lista per le elezioni comunali con un candidato sindaco o in appoggio a quello del centrosinistra?
“Veramente noi pensiamo alla lista. Al candidato sindaco ci arriveremo. Prima del nome vengono programma e lista. Il candidato si sceglie successivamente. Con un candidato tanto per prendere voti, senza programmi o idee, si fa la fine di Arena e non la vedo molto bene”.

Che città si lascia alle spalle il centrodestra?
“Le macerie. Non lo dico tanto per dire. Si lascia alle spalle le macerie di una città e della stessa coalizione, i danni che hanno fatto a Viterbo e pure a se stessi sono evidenti. Loro stessi non sono messi meglio di quello che lasciano nel capoluogo. Chi è causa del suo mal, del resto, pianga se stesso”.

I viterbesi pensa che abbiano percepito il lavoro dell’opposizione in questi tre anni e mezzo?
“Penso che almeno una parte di quanto fatto, visto che le sedute di consiglio comunale non sono molto seguite, sia arrivata. I cittadini hanno compreso che c’è una compagine che vuole cambiare, che non siamo fatti della stessa pasta. Tante castagne gliele abbiamo tolte dal fuoco noi, correggendo errori del centrodestra. In maggioranza c’è stata una compagine litigiosa, mentre all’opposizione, il centrosinistra con il Movimento 5 stelle non lo sono stati”.

C’è spazio per una visione nuova a Viterbo, un cambio?
“Non si tratta di spazi, un cambio è un passaggio obbligatorio. Ci deve essere. Andare avanti sulla strada portata avanti per tre anni è mezzo è impossibile. Non sono riusciti nemmeno a fare l’appalto per i rifiuti, ricordo la questione della piscina. Sono rimasti immobilizzati, imprigionati in una rete che si sono costruiti da soli. Serve cambiare rotta e accelerare”.

Politica, civismo, ma anche imprenditori che si candidano alla guida della città, come lo legge?
“Più siamo e meglio è. Ovunque la concorrenza è uno stimolo. Non vorrei però alla fine che un bravo imprenditore pensasse che la bravura nel suo campo sia sovrapponibile all’amministrazione di una città. La cosa pubblica non si porta avanti come il privato, è ben più complessa. Determinate competenze non è detto che rappresentino una garanzia per la riuscita di un progetto rivolto alla città. Detto questo ribadisco, più siamo meglio stiamo”.

“Il centrodestra che si ripresenta anche sotto forme diverse ha ancora un appeal sui viterbesi?
“Il centrodestra, ovvero Lega e Fratelli d’Italia, cercherà di smarcarsi da Giovanni Arena. Faranno finta di niente, dando tutta la colpa all’ex sindaco. Ma questa storia a chi vive a Viterbo non la possono raccontare. Non sfuggirà ai cittadini, che erano al governo della città, avevano la maggioranza degli assessori e la colpa non è solo di Arena ma anche loro. Come minimo d’avere scelto gli assessori sbagliati, forse perché non avevano di meglio e quello che si presenterà non sarà certo il meglio”.

Cosa serve alla città, c’è un’emergenza rispetto ad altre?
“Secondo me è il centro storico che sta morendo. Attività chiudono, altre si vociferava che stiano per farlo. È sotto gli occhi di tutti quanto la parte dentro le mura sia deserta. Bisogna ripartire da qui, rivitalizzando il cuore di Viterbo”.

Il centrodestra ci ha provato, no?
“Col piano del commercio? E cos’ha portato? Ulteriore morte con le chiusure notturne. Locali che subiscono restrizioni per il patto della notte. Ma questo è un problema, la città va svegliata. Nel rispetto delle regole dobbiamo far aprire, altrimenti Viterbo è morta e se muore il centro, muore tutto”.

Giuseppe Ferlicca


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