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Bastonate a moglie e figlioletti, torna libero padre arrestato fuori scuola

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Violenza sulle donne - foto di repertorio

Violenza sulle donne – foto di repertorio


Viterbo – (sil.co.) – E’ stato rimesso in libertà il padre che tra il 2017 e il 2020 avrebbe preso a bastonate i figlioletti di 7 e 4 anni e la moglie 33enne, la quale sarebbe stata anche costretta ad avere rapporti sessuali con la forza dal marito.

Per l’uomo, un 32enne d’origine dominicana, l’ennesima misura cautelare risaliva allo scorso 19 ottobre, quando è stato arrestato dalla squadra mobile per essersi presentato fuori scuola del figlio con la scusa di fargli gli auguri di compleanno. Con sé avrebbe avuto un disegno che voleva regalare al piccolo, ma non avrebbe fatto neanche in tempo a salutarlo da lontano.

Le manette stavolta sono scattate in seguito all’inasprimento della normativa, contro i femminicidi e l’escalation di delitti in ambito familiare, avendo violato il divieto di avvicinamento cui era sottoposto da novembre 2020. Divieto che aveva già violato, motivo per cui a gennaio dell’anno scorso era scattato un primo aggravamento della misura con la custodia cautelare in carcere.


Polizia

Polizia


A distanza di tre mesi dall’arresto fuori scuola, come detto, il 32enne è di nuovo in libertà. Ha subito uno stop, nel frattempo, il processo con giudizio immediato, chiesto dalla pm Paola Conti, che si è aperto lo scorso 13 aprile, in cui il 32enne è imputato davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini di maltrattamenti, lesioni e violenza sessuale aggravati.

Ieri avrebbe dovuto essere sentita la moglie, parte civile con l’avvocato Dominga Martinez , ma non è stato possibile, per motivi precauzionali, essendo i bambini in quarantena per via del Covid. Sarà ascoltata il prossimo primo febbraio, alla presenza di un interprete di lingua spagnola, non parlando italiano.

Non sono stati sentiti nemmeno i testimoni della difesa, rappresentata dall’avvocato Domenico Gorziglia che si è opposto all’inversione. Tra i testi a favore dell’imputato la madre, che invece era presente in aula. A casa della donna, che vive in Umbria, la difesa aveva ottenuto la scorsa primavera i domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico.

“Stai zitta, cagna maledetta”, avrebbe apostrofato regolarmente la moglie. Avrebbe invece minacciato e picchiato sia la donna che i figlioletti tramite alcuni bastoni di legno usati per il caminetto.

Ricapitolando, nel corso del 2021 il 32enne è stato ristretto per circa tre mesi in carcere, misura successivamente sostituita dagli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico e poi dal divieto di avvicinamento, quindi è stato nuovamente arrestato fuori scuola del figlio. 

Lo scorso 19 ottobre è stata la dirigente scolastica, informata della misura cautelare a carico del genitore, vedendo l’uomo all’esterno della vetrata d’ingresso dell’istituto, ad allertare immediatamente il centro antiviolenza che si sta occupando della moglie e dei figli della coppia, facendo scattare l’arresto, obbligatorio in questi casi.

Una volta giunti nel giardino della scuola, completamente recintato e usato dai bambini per le attività ricreative, gli agenti hanno notato l’indagato seduto davanti all’ingresso che consente l’accesso all’edificio scolastico, il quale ha riferito di voler vedere il figlio per consegnargli un disegno.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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