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“Bisogna cacciare chi usa Viterbo per i propri interessi…”

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Giampiero Monti

Giampiero Monti


Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio Galeotti,

leggo con piacere ma soprattutto con attenzione i suoi interventi, spero siano in molti a farlo.

Certo non saremo in linea su tutto, avremo pensieri e visioni non proprio parallele, ma su quanto sta accadendo a Viterbo mi lasci dire che sono in perfetta linea con lei.

Come detto in un altro intervento non risiedo a Viterbo e non sono viterbese ma sono italiano e Viterbo seppur piccola come città, è italiana ed è una bellissima realtà. Va rispettata, amata e soprattutto mostrata nelle migliori condizioni possibili a tutti coloro che transitano sia per turismo che per lavoro. E per fare questo, mi accodo al suo intervento, bisogna cacciare chi usa Viterbo per i suoi interessi, facendo del male a città e cittadini.

Spero come lei, quanto lei, di vedere programmi concreti, realizzabili e seri con nominativi dei futuri (possibili) amministratori che non siano gli stessi nomi. In quanto al primo cittadino, credo sia ora che una donna rappresenti Viterbo perché se dobbiamo cambiare, facciamolo bene e fino in fondo.

Giampiero Monti
Presidente sezione Paracadutisti Viterbo


La ringrazio per la sua lettera,

e le dico che ciò che mi fa più piacere è il fatto che condivide l’essenziale del mio intervento pur avendo una visione politica molto diversa dalla mia, credo. Ma in una democrazia non si può non avere dei metavalori in comune, altrimenti salta veramente tutto. I metavalori della correttezza, del rispetto del voto dei cittadini, del rispetto dello stato di diritto, del rispetto delle istituzioni, dell’attenzione al bene dei cittadini.

E mi pare evidente che non si possa tollerare chi fa i propri comodi con la cosa pubblica, chi mette in posizioni rilevanti senza motivo il proprio marito o moglie (compagno o compagna), chi si presenta alle elezioni senza un minimo di programma, senza un progetto per la città, e senza chiarire chi andrà ai posti di comando.

Visto che i partiti tradizionali sono completamente saltati, il rischio, come è accaduto a Viterbo, è che ci sia una gestione dell’amministrazione a carattere familiare. Con familiari che spesso non hanno neppure superato il vaglio dell’elezione. 

Un esempio è proprio quello dell’assessora allo sviluppo economico Alessia Mancini collocata, non si sa per quale mistico ragionamento politico, in una posizione di responsabilità su indicazione del compagno e leader di un movimento il cui senso mi sfugge, il signor Santucci.

Ci fossero stati dei risultati positivi, avremmo detto che era una cosa ripugnante, ma almeno s’era raggiunto qualche obiettivo. Diceva un grande leader cinese, Deng Xiaoping: “Non importa che sia un gatto bianco o un gatto nero, finché cattura topi è un buon gatto”. Appunto finché cattura i topi, ma qui i topi ballano. E nessuno li prende.

Qui non solo non ci sono stati risultati, basta vedere come è ridotta la città, ma sono stati fatti danni a iosa.

Stesso discorso in buona parte vale per l’assessore alla cultura, il signor Marco De Carolis e molti altri assessori. Faccio questi nomi non per personalizzare, ma perché sono esempi di una pessima azione politica. 

E quindi sarà il caso di cambiar registro. E va detto che non si tratta di una questione di destra e sinistra in questo caso, ma di rispettare i requisiti minimi di una, non dico buona, ma sufficiente amministrazione. Basta quindi con le gestioni familiari, basta con gli amici degli amici. E mettiamo negli assessorati persone competenti e capaci. E non i soliti amichetti che dicono sempre sì al leader di turno.

Ecco, che si sappia prima chi andrà a ricoprire il ruolo di assessore/assessora con un certo candidato sindaco sarebbe cosa buona e giusta. Che ci siano dei programmi chiari e limpidi sarebbe cosa minima.

Almeno si potrà dire cosa è stato fatto e cosa non è stato fatto.

Vede, noi per una piccola realtà come Viterbo, siamo un giornale anomalo e forse sovradimensionato. Siamo anomali perché siamo stati, da quando siamo nati, sempre critici con tutti i sindaci: Gabbianelli, Marini, Michelini, Arena.

Non è cambiato il nostro atteggiamento, siano state amministrazioni sedicenti di destra o sedicenti di sinistra, perché ci è cara la sentenza della corte suprema Usa che disse con parole degne del vecchio testamento: “La stampa non è destinata a servire coloro che governano, bensì quelli che sono governati”. 

In questo senso ci muoviamo e ce lo possiamo permettere perché abbiamo un numero tale di lettori e di inserzioni pubblicitarie, in parte consistente di livello nazionale, che ci rendono autonomi economicamente, e quindi nel giudizio. Vado sul concreto perché è bene che si sappia come funzionano le cose. E anche perché sono un razionalista/materialista. E non amo i discorsi metafisici. Quando si vede un giornale o qualcosa di simile che è privo di struttura operativa, non riesce a fare raccolta pubblicitaria, non ha lettori… eppure continua a esistere, ebbene qualcosa di strano c’è. Qualcuno di straforo lo sosterrà per fini non sempre nobili. Spesso ignobili. 

Ovviamente ci sono casi virtuosi ma veramente ne vedo pochi. Lasciamo poi stare le truffe mediatiche vere e proprie.

A noi capita che le richieste di pubblicità siano tanto numerose da dover dedicare a quel settore diversi collaboratori. Questo ci rende liberi. E non ci costringe ad andare col cappello in mano da nessuno.

Detto questo, sì insistiamo per avere quattro cose da chi si presenta alle elezioni: un programma chiaro, il nome degli assessori subito, candidati consiglieri comunali che abbiano capacità superiori a un bambino di 7 anni, una donna candidata alla carica di sindaco.

Non sono cose difficili da fare. Ma ci torneremo sopra. 

Ultima cosa che le voglio dire perché mi piace. Lo sa da chi sono venuti i complimenti per gli ultimi editoriali? Tutti, dico tutti, da destra. E questo fa piacere perché evidentemente esiste una destra sana che non è quella che ha mostrato il suo volto turpe nella passata amministrazione. 

Speriamo bene.

Carlo Galeotti


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