Viterbo – Cadaveri non identificati, sono sei le persone senza nome trovate morte nella Tuscia tra il 1994 e il 2015 iscritte nel registro nazionale del ministero dell’interno.
Il cadavere mai identificato rinvenuto più di recente, ridotto a uno scheletro e probabilmente sbranato dagli animali, è stato ritrovato sulla Palanzana il 20 ottobre 2015. Un giallo, tanto più se si considera la zona impervia e la prossimità con Viterbo, dove però non sono stati registrati scomparsi. Grazie al registro, si sa cosa indossava al momento della morte.
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Un altro corpo rimasto sconosciuto è stato trovato a Orte il 6 agosto 2014. Il corpo senza vita di un uomo di colore, rimasto ignoto, è stato trovato a Capodimonte il 25 luglio 2008.
Gli ultimi tre macabri ritrovamenti risalgono a oltre venti anni fa. Sono il cadavere di un amerindo sulla tratta ferroviaria Roma-Orte a Graffignano l’8 giugno 2001, il corpo di una donna ritrovato in località Filippetti area Cagnaniello a Ciita Castellana il 12 aprile 2000 e quello di un uomo trovato a Orte il 14 febbraio 1994.
Palanzana, 20 ottobre 2015
Indossava una tuta, una sciarpa, calzini e scarpe da ginnastica l’uomo il cui corpo scheletrizzato è stato rinvenuto nell’autunno di sette anni fa vicino alla Croce, sulla vetta della Palanzana.
In base agli accertamenti è stato stabilito il decesso per impiccagione. Nei pressi è stata rinvenuta una corda. I resti ritrovati, del peso in tutto di non più di una ventina di chili, sarebbero stati sbranati dagli animali.
A dare l’allarme, verso mezzogiorno, fu un cercatore di funghi. Il corpo, situato in una località impervia, fu recuperato con un verricello da un elicottero dei vigili del fuoco con a bordo il personale del nucleo Saf (Speleo alpino fluviale).
I vigili del fuoco recuperano il corpo sulla Palanzana
Orte, 6 agosto 2014
Il cadavere lo ha trovato un uomo che si era fermato lungo la strada che costeggia la ferrovia per un guasto all’ape. Mentre camminava sul ciglio della carreggiata ha notato tra le erbacce la sagoma di un uomo disteso a terra.
Di razza caucasica, biondo, tra i 35 e i 40 anni, alto 1,60. E’ quello che sappiamo dell’aspetto della vittima. Quando è stato ritrovato, in località San Bernardino, già in stato di decomposizione, indossava jeans, una camicia, un giubbino nero, un paio di scarpe di colore nero, una felpa leggera e slip neri.
Capodimonte, 25 luglio 2008
Non è servita nemmeno la cicatrice nella regione orbitale sinistra. E’ rimasto senza nome il corpo del giovane di colore, di età compresa tra i 20 e i 25 anni, secondo l’autopsia morto probabilmente per impiccagione.
Di lui si sa che era altro 1,85 e che pesava 75 chili. Di corporatura esile, aveva i capelli ricci, neri, corti e portava la barba a pizzetto. Segni particolari, per l’appunto, la cicatrice vicino all’occhio sinistro.
Graffignano, 8 giugno 2001
Non è stato mai identificato l’amerindo tra i 30 e i 35 anni il cui corpo è stato rinvenuto oltre venti anni fa sulla tratta ferroviaria Roma-Orte.
Alto 1,65, indossava una camicia di jeans celeste, pantaloni jeans, una canottiera bianca, calze bianche con righe rosse marca Ferrari, scarpe di cuoio marroni e un bracciale di plastica nero.
Civita Castellana, 12 aprile 2000
E’ l’unica donna trovata cadavere e mai identificata nel Viterbese.
Di corporatura esile, alta circa 1,60, tra i 30 e i 35 anni, aveva i capelli castano scuro e portava una protesi dentaria all’arcata superiore. Quando è stata ritrovata aveva addosso soltanto il reggiseno, un paio di slip e i pantaloni jeans.
Orte, 14 febbraio 1994
Vittima di un investimento ferroviario, secondo il registro nazionale delle persone non identificate, si tratta di un uomo sulla quarantina, alto 1,70, del peso di 68 chili.
Indossava pantaloni, giacca in pelle e un maglione blu al momento del ritrovamento, il giorno di San Valentino. Da 28 anni la sua identità è avvolta nel mistero.
Silvana Cortignani
