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“Candidata sindaca io? In questo momento tutti gli scenari sono possibili…”

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Viterbo – “Candidata sindaca io? In questo momento tutti gli scenari sono possibili. La caduta anticipata di Giovanni Arena è stata tanto ben voluta quanto inaspettata”. Chiara Frontini del movimento civico Viterbo 2020 l’altro ieri sera era all’Hotel Salus per presentare i risultati di un sondaggio per chiedere alle persone cosa intendono per qualità della vita e quali sono i problemi cui la prossima amministrazione dovrebbe rispondere. Prima i temi, poi il programma, infine lista e candidati, compreso il sindaco o la sindaca. 

“Stiamo sicuramente lavorando per aggregare le migliori competenze della città – ha poi detto Frontini – e mettere insieme una squadra preparata, competente e con le capacità di affrontare le sfide che si porranno all’amministrazione”. Per quanto riguarda infine l’inaugurazione del Lazio Pride a Viterbo, qualora dovesse essere assegnato alla città nel 2023, “il sindaco – ha risposto Chiara Frontini – deve rappresentare tutte le sensibilità e non soltanto qualcuna”.


Viterbo - Chiara Frontini

Viterbo – Chiara Frontini


Chiara Frontini, intende presentarsi come candidata sindaca alle prossime elezioni comunali a Viterbo?
“Per il momento non pensiamo che siano i nomi che dovrebbero tenere il banco politico, ma i temi. Lo sforzo che faremo con il movimento civico nelle prossime settimane sarà quello di riportare il dibattito sui temi. Viterbo ha bisogno di risposte e di una direzione chiara, di prendere delle decisioni. Quindi a prescindere chi sarà il candidato, è sui temi che dovremo concentrare le riflessioni successive”.

E’ possibile anche che lei non si possa candidare?
“In questo momento, tutti gli scenari sono possibili. La caduta anticipata di Giovanni Arena è stata tanto ben voluta quanto inaspettata. Il momento è importante, topico e le sfide della prossima amministrazione dovrà affrontare saranno enormi. Si tratta pertanto di gestire il tutto con calma e sangue freddo”.

Che tipo di lista elettorale farà semmai si dovesse candidare a sindaca?
“Stiamo sicuramente lavorando per aggregare le migliori competenze della città e mettere insieme una squadra preparata, competente e con le capacità di affrontare le sfide che si porranno all’amministrazione. Una squadra che metteremo a disposizione della città e che abbia la caratteristica base di coesione su un’idea di città. Tutto questo a prescindere da quello che sarà il quadro complessivo”.


Viterbo - La conferenza di Chiara Frontini all'Hotel Salus Terme

Viterbo – La conferenza di Chiara Frontini all’Hotel Salus Terme


Se lei dovesse diventare sindaca di Viterbo, Alfonso Antoniozzi sarà il suo assessore alla cultura?
“Non penso che ci possano essere persone migliori di Alfonso Antoniozzi per ricoprire questo ruolo. Alfonso dovrebbe essere una figura a disposizione della città a prescindere da chi ricoprirà quel ruolo”.

Se lei sarà sindaca, come ha detto Antoniozzi, sarà anche lei ad aprire il Lazio Pride laddove dovesse essere assegnato a Viterbo nel 2023?
“Alfonso ha detto che non è l’amministrazione che decide dove si farà il Lazio Pride. Ha detto che qualora dovesse farsi il Lazio Pride a Viterbo, non vede nessun motivo ostativo per il sindaco ad inaugurare la manifestazione”.

Se lei sarà sindaca e il Lazio Pride si dovesse fare a Viterbo, sarà lei ad inaugurarlo?
“Secondo me, come abbiamo visto nell’incontro di oggi (l’altro ieri, ndr), Viterbo chiede pulizia, sicurezza, prospettiva, sviluppo ed economia. Queste sono le priorità della nostra squadra di governo, qualora dovesse essere questa la compagine perché stiamo ancora parlando di un libro bianco tutto da scrivere. Quindi, le varie questioni che possono riguardare temi ideologici saranno  rinviate alla sensibilità di ciascuno. E il sindaco, in quella che è la mia idea, deve rappresentare tutte le sensibilità e non soltanto qualcuna”.

Se sarà sindaca, prevede anche nuove deleghe rispetto al passato, nuovi assessorati per gestire le problematiche che ha evidenziato durante l’incontro sul sondaggio che avete fatto?
“Far funzionare quelli che esistono sarebbe già un ottimo risultato. Certo, alcune competenze andrebbero riorganizzate in un’ottica più funzionale. Ad esempio abbiamo sempre detto che il turismo vada con lo sviluppo economico e non con la cultura, per il semplice fatto che è il primo motore economico della città. Così come il verde e la sua progettazione vadano con l’urbanistica e non con le manutenzioni, perché la città va progettata in funzione del verde. Ci sono degli aspetti che restituiscono un’idea di città che sono prioritari. Infine, la gestione del personale, che è cruciale nel funzionamento di un’amministrazione, dovrebbe restare in capo al capo dell’amministrazione perché il personale deve sapere che, se ci sono dei problemi, si va da lui. Soprattutto, l’efficienza e l’efficacia dei processi deve essere gestita da chi guida la macchina”. 


Viterbo - Chiara Frontini

Viterbo – Chiara Frontini


Gira voce che lei abbia raggiunto un accordo con Fratelli d’Italia in vista del secondo turno alle elezioni comunali di Viterbo. Due candidati sindaco diversi. Una è lei e l’altro un candidato di FdI. Chi dei due passa al secondo turno viene sostenuto dall’altro che non riesce a passare. Accordo che verrebbe meno, per giocarsi la partita, se tutte e due finite al ballottaggio. Questa è la voce che gira. Lei che dice?
“Ribadisco il fatto che tutte le nostre energie, nelle ultime settimane, si stanno concentrando sulla definizione di un programma di governo e sull’aggregazione di intelligenze, cioè di persone che hanno voglia di credere in un progetto. Ad oggi, quella che è la tattica e la strategia politica del movimento e delle altre forze è qualcosa che non abbiamo nemmeno iniziato ad affrontare. Lei ha fatto il nome di una forza politica ben precisa che ha avuto da pensare all’elezione del presidente della Repubblica. Cosa che a noi non ha riguardato. Ad oggi, tutto quello che si dice, rientra nel gossip cittadino ma non nei fatti”.

Si parla anche insistentemente di un suo accordo con l’area moderata del Pd, ad esempio Luisa Ciambella…
“Ho piacere che la città si interroghi su cosa farà Frontini alle prossime elezioni comunali. Questo significa che rappresentiamo una forza interessante. Ripeto, ad oggi non abbiamo affrontato i temi della tattica e della strategia che intendiamo mettere in campo. Noi rappresentiamo un gruppo civico molto eterogeneo. Un gruppo che fa della sua diversità il suo punto di forza perché rappresentiamo persone, mondi e visioni che normalmente non dovrebbero stare insieme, ma che invece ci stanno sotto l’ombrello di un unico progetto per la città. Chi pensa di applicare al mondo che io rappresento le dinamiche che normalmente fanno parte della politica, sbaglia di grosso. Noi abbiamo un altro metodo e non a caso stiamo cercando di portare il dibattito sui temi. Non perché vogliamo eludere il resto, ma perché crediamo che quello sia l’aspetto più importante. Il messaggio che vogliamo far passare in queste settimane è quello di non guardare a noi con gli stessi occhi con cui si guarda la politica, ma di guardarci come a chi porta una messaggio, una modalità e delle persone che rappresentano un carattere di innovazione. Le nostre logiche sono diverse dalle solite. C’è una bella citazione che a me piace molto: ‘Ciascun dal proprio cuor l’altrui misura’”. 

E per quanto riguarda Luisa Ciambella?
“Non c’è stato alcun tipo di contatto. Ho il numero di cellulare di Luisa, che è stata mia collega al consiglio comunale, ma non ho di certo il numero dell’ex onorevole Fioroni con il quale non ho mai avuto rapporti. E questo è indubbio”.

Daniele Camilli


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