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“Il condannato Berlusconi presidente e a capo del Csm? Il Csm è già pieno di pregiudicati, sarebbe tra colleghi…”

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Viterbo – “Il condannato Berlusconi presidente e a capo del Csm? Il consiglio superiore della magistratura è già pieno di pregiudicati, sarebbero tra colleghi. Sono leale alla coalizione e sto lavorando per intercettare i voti del gruppo misto”. Vittorio Sgarbi, deputato, leader di Rinascimento e sindaco di Sutri, parla dell’elezione del prossimo presidente della repubblica.

Nei giorni scorsi si è tenuto nella residenza romana del Cavaliere di Villa Grande un vertice delle forze di centrodestra per trovare un’intesa sul candidato da presentare alle elezione per il prossimo inquilino del Quirinale. Dall’incontro è emerso che “Berlusconi è il candidato unico del centrodestra”. I voti necessari dovranno essere almeno 505. Il centrodestra può vantare 450 grandi elettori ed è partita la ricerca dei parlamentari disposti a sostenere il progetto Berlusconi. A cercare nel gruppo misto e mettere in contatto i parlamentari con il leader di Forza Italia c’è Sgarbi.

“Il gruppo dirigente di Forza Italia ha dimostrato la sua natura. Sono cortigiani che cercano di screditare una idea che non hanno avuto – ha scritto ieri Sgarbi su Facebook -. Non basta dire che ci sono i voti, occorre dare loro un volto. Bisogna parlare, uno a uno, con i deputati che non hanno partito né referenti. Sono persone, non numeri. Tajani e company sono uccelli del malaugurio…”.


Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi


Ritiene che Berlusconi possa diventare il prossimo presidente della repubblica?
“Non è né la mia idea, né la mia convinzione. Dopo il primo vertice del centrodestra, a cui io non ero stato invitato, ho detto in un’intervista a Repubblica che avrei suggerito a tutta la coalizione, e soprattutto a Berlusconi, di indicare il nome di Draghi. Chiedevo che il voto di tutto il centrodestra convergesse compatto sull’attuale premier. Quando è uscita l’intervista mi ha chiamato Berlusconi e sono andato da lui. Gli ho spiegato che a mio avviso proporre Draghi è la mossa più efficace, ma che se devo essere leale lo sarò. Il nome di Berlusconi è inevitabilmente divisivo. Ho ribadito che se mi chiede un atto di lealtà, io sono disposto a lavorare per intercettare voti in più. In quanto esponente di Rinascimento, alleato di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, faccio parte di quella forza politica e sono leale. Poi se qualcosa non funziona si cercherà un’altra proposta”.

Lei si è messo a disposizione di Berlusconi per aiutarlo a rintracciare quei parlamentari che potrebbero sostenere la sua candidatura. A chi si sta rivolgendo?
“Io sto facendo da mediatore. Berlusconi è l’unico parlamentare a non parlare con i colleghi, alcuni non lo hanno mai visto. E quindi io ho iniziato a presentargliene alcuni, in attesa di un incontro.  È la prima volta che ci sono più di 100 parlamentari che sono senza partito. Alcuni fuoriusciti dal Movimento 5 stelle stanno cercando uno spazio e una via potrebbe appunto essere quella di creare una lista. Non hanno mai incontrato Berlusconi e io provo a metterli in contatto”.

Come vanno i colloqui?
“Sono tutti molto contenti di sapere che Berlusconi esiste e non è una figura mitologica. Anche quelli che gli sono contrari, hanno però la lusinga di essere chiamati. Non è stata fatta nessuna richiesta di voto, ma soltanto un naturale rapporto tra un candidato e i suoi elettori. Ora andiamo avanti con altri incontri e altre telefonate fino a capire quanti dei circa 220-230 parlamentari tra gruppo misto e 5stelle che non hanno futuro, potrebbero avere una qualche motivazione per votare Berlusconi. Caso per caso, nome per nome e persona per persona. I voti hanno volti. Un dato psicologico su cui io ho inventato questo metodo”.

Come avvengono i colloqui? Cosa chiede o propone Berlusconi?
“Io li chiamo, sono tutti molto felici di sentirmi. Poi dico loro: “Adesso ti passo una persona che potrebbe avere per te qualche interesse e lui ti dice qualcosa”. Gli passo Berlusconi che gioca, dice qualche battuta, espone il suo progetto e tutti rispondono: “Grazie della telefonata, non pensavo mai di poterti parlare”. Questo per quanto riguarda il personaggio in sé, poi chiaramente la politica si articola diversamente”.

Quanti voti sperate di ottenere dal gruppo misto e dagli ex grillini?
“Per ora ne abbiamo contati 15, credo che ne serviranno almeno 70. Vedremo se vengono fuori i numeri e a quel punto lui deciderà se sciogliere la riserva”.

E quando potrebbe sciogliere la riserva?
“Credo l’ultimo giorno”.

Se l’operazione Berlusconi non dovesse andare in porto, c’è già pronto un piano B?
“È ciò che il centrodestra deve decidere, un nome su cui convergere”.

Sul piano internazionale cosa significherebbe Berlusconi capo dello stato?
“Ha coltivato molti rapporti con importanti personalità che lo rendono più stimabile all’estero di quanto non lo sia per la politica italiana. Con Putin, ad esempio, potrebbe cercare di trattenere l’azione contro l’Ucraina”.

Vede plausibile un binomio Berlusconi al Quirinale e Draghi a palazzo Chigi?
“Se Berlusconi venisse eletto, a quel punto non è detto che Draghi voglia rimanere al governo. Vista la posizione divisiva di Berlusconi, Draghi potrebbe non accettare più di fare il presidente del consiglio. Il presidente della repubblica in realtà ha un potere enorme, non solo notarile. Nomina il governo e potrebbe dialogare anche ogni giorno con il presidente del consiglio per trovare una strada comune. È un ruolo soltanto formalmente distaccato, ma in realtà di grande coinvolgimento”.

Più voci significative hanno sollevato critiche per il fatto che un pregiudicato guiderebbe il Csm…
“Il Csm è già pieno di pregiudicati. Lo stesso Palamara e gli altri… (Luca Palamara, ex consigliere del Consiglio superiore della magistratura ed ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, nel 2020 è stato radiato dalla magistratura, ndr). Si trovano tra colleghi”.

Letta ha ribadito che il centrodestra non può vantare alcun diritto di precedenza e che il capo dello stato dovrà essere super partes…
“Ha una posizione che era simile alla mia. Rimane una posizione di principio, poi sul piano dei rapporti di partito e di amicizia si cercano comunque i voti”.

Tra le fila del Pd qualcuno sosterrebbe l’elezione di Berlusconi?
“Alcune voci dicono che ce ne sono 4, ma io non ci credo. Non mi sembrano credibili”.

Si parla anche della possibilità di una donna al Colle…
“Sarebbe auspicabile, ma non saprei su quale nome potrebbero andare a convergere i voti. Letizia Moratti risulterebbe una subordinata di Berlusconi. La Cartabia è un nome che non piace ai 5stelle”.

Come valuta l’operato di Mattarella?
“Buono. Si è trovato in un periodo storico molto difficile. In alcune occasioni, in primis nel conferire l’incarico di governo a Draghi, è stato risoluto”.

E riguardo a una rielezione di Mattarella?
“Al di là di quello che dice Mattarella, è una delle ipotesi più probabili. Anche se lui sostiene di non essere disponibile, potrebbe accadere che tutti i gruppi finiscano per chiedere una rielezione. Il parlamento vota Mattarella e lui dice di no; mi pare impossibile”.

Alessio Bernabucci


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