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La destra – centrino che tiene famiglia tenta l’ennesima supercazzola politica

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Il manifesto di Lega, FdI e Fondazione

Il manifesto di Lega, FdI e Fondazione

Viterbo – Neppure capaci di organizzare una riunione programmatica. Neppure capaci di realizzare un manifesto decente. Ma poi voi da un chirurgo che per tre anni e mezzo sbaglia le stesse operazioni ci andreste per un intervento a un’unghia?

Io no.

Ecco la situazione è esattamente questa: i chirurghi che per tre anni e mezzo non sono riusciti a fare l’operazione giusta appena licenziati dall’ospedale, che fanno? Cercano, senza avere neppure la capacità di organizzarla, di mettere in piedi un’adunata, non una riunione, in piena pandemia per elaborare idee e progetti per la città di Viterbo. Che in realtà hanno già ucciso sotto i ferri di una serie di operazioni a vanvera durate, ripeto, tre anni e mezzo. 

Incredibile, vero? Eppure è quello che la destra – centrino che tiene famiglia sta tentando di fare: “Tanto quei coglioni dei viterbesi hanno la memoria corta”, sembra di sentire il pensiero di certi politicanti. Non tutti.

Scusate, non è neppure vero. Non è in realtà andata così. Questa era una visione panglossiana della vicenda. La verità è che nessuno dei chirurghi/assessori sapeva che operazione fare. Ciascuno dei chirurghi/assessori ha tentato di fare un’operazione a caso quasi sempre in contrasto con quella del partito avverso. La battaglia più grossa sembra ci sia stata proprio tra FdI e Lega. Ma non basta, i chirurghi/assessori si sono impegnati a mandare a cattivo fine le operazioni degli altri. Le operazioni in questo caso sono costituite in gran parte da delibere di giunta.

Ora da questa accozzaglia di chirurghi/assessori che tengono famiglia, voi vi fareste operare alla tonsille? 
Io no.

Ebbene, genialmente cosa pensa di fare questo gruppone di intellettuali/politici, visto che in tre anni e mezzo hanno dimostrato di non avere mezza idea e mezzo progetto per la città? Fatta cadere la giunta Arena, in poco più di una decina di giorni i chirurghi/assessori/intellettuali elaborano la furbissima supercazzola strategico/politica consistente nel fare un’adunata, più gente c’è meglio è, per elaborare idee e progetti che per tre anni e mezzo hanno dimostrato di non avere. Come se fosse antani…

Geniali. Geniali. Geniali.

“Buoni a nulla, ma capaci di tutto”, verrebbe da dire con Leo Longanesi.

Neppure nel Sessantotto si pensava di elaborare una strategia amministrativa, delle idee, dei progetti in forma assembleare. Ma questi devono essere sessantottini fuori tempo massimo.

La destra-centrino-sessantottina pensa appunto di elaborare idee in assemblea, più siamo e meglio siamo. L’annuncio lo fa con un manifesto che un bambino di quattro anni farebbe meglio. Un manifesto brutto.

La pandemia, fortuna loro, ha in qualche modo impedito di fare l’adunata. Ammesso che sia andata così veramente. Io qualche dubbio ce l’ho.

Ma torniamo ai chirurghi/assessori. Perché parlo di chirurghi/assessori? Perché questi signori avevano in mano tutto il potere, compreso quello di interdizione. Potere di vita e dimore sulla città. Hanno deciso di ucciderla.

Ecco la composizione della giunta con a fianco dell’assessorato il partito.

Claudio Ubertini – Lega: Urbanistica, edilizia pubblica e privata Terme, Polizia locale.

Ludovica Salcini – Lega: Servizi informatici, affari generali e amministrativi, mobilità urbana e sostenibile, politiche per l’innovazione tecnologica, finanziamenti comunitari, verde pubblico, agricoltura.

Alessandro Alessandrini – Lega: Bilancio, società partecipate, programmazione.

Laura Allegrini – FdI: Lavori pubblici, politiche energetiche, viabilità urbana, impiantistica sportiva, pubblica illuminazione.

Marco De Carolis – FdI: Cultura, turismo, spettacolo, sport, marketing territoriale, consorzio biblioteche, musei civici, rapporti con l’autorità portuale.

Alessia  Mancini – Fondazione: Sviluppo economico, centro storico, servizi demografici, attività produttive, centro orientamento lavoro, film commission.

Paolo Barbieri – Fondazione: Tributi, contenzioso, patrimonio.

Antonella Sberna – Forza Italia: Servizi sociali, politiche per la famiglia, consulta volontariato, disabilità, rapporti con l’università.

Elpidio Micci – Forza Italia: Ambiente, pubblica istruzione, trasporto scolastico, cimiteri.

Dal che si deduce che il destra – centrino che tiene famiglia e amici aveva tutte le leve per fare qualcosa per la città. Ma non ha fatto nulla e quel poco che ha fatto, lo ha fatto male. Lo dicono quelli della Lega, più o meno. “La Lega, alla sua prima esperienza al comune di Viterbo, dopo aver chiesto il voto ai cittadini su un preciso programma elettorale, vedendo che esso non avanzava, ha avuto il coraggio di staccare la spina all’amministrazione, riconsegnando le poltrone al sindaco, più volte sollecitato a un cambio di passo”, spiegano i vertici della Lega. Tradotto: “Non si è fatta una cippa di nulla e allora abbiamo staccato la spina”.

Aveva 7 assessorati pesanti su 9 assessorati la destra – centrino. Quasi tutto il potere in mano.

Per fare qualche esempio paradossale, Fondazione con il grande leader Gian Maria Santucci, perennemente candidato sindaco fin dal quattordicesimo anno di età, ma che nessuno vota, del grande movimento a gestione familiare aveva in mano lo sviluppo, centro storico (da poco) e i tributi. Il tutto con un manciata di voti e due consiglieri. Per la precisione 1.491 furono i voti. 

Fondazione, che nessuno sa cosa sia di preciso, aveva in mano lo sviluppo economico. Cosa è stato fatto? Molta confusione. Nessuna idea. Nessuna idea di città. Ma chi se ne frega se tanto una manciata di viterbesi continua a dar retta a questi veri e propri bluff politici.

Chi detiene la delega dello sviluppo economico, ammesso che abbia una qualche idea, potrebbe fare molto per la città. Ma se uno ha come programma il vuoto pneumatico cosa può fare per la città? Soprattutto se tiene famiglia? Niente. Solo danni a palate.

Stesso discorso va fatto per un altro assessorato che può sembrare secondario, ma non lo è: l’assessorato alla cultura. Gestito da un signore che nessuno sa perché stia lì: Marco De Carolis. La cultura può e deve essere, infatti, un volano economico per la città e non un modo per soddisfare le esigenze di qualche amico.

Non conosco questo signore De Carolis. E non so chi sia. L’ho incontrato solo una volta, credo. Su sua richiesta, l’ho ricevuto. Ricevo tutti. E quindi quel che dico non è ad personam. Non è una questione personale, ma politica. Vedo quello che ha fatto: ha desertificato la cultura viterbese. 

Non è stato l’unico a fare questa operazione, ci hanno pensato nel tempo anche altre persone: politici e non. Basti pensare alla pessima giunta Michelini.

Ma va detto che questo assessorato si è distinto per l’assoluta mancanza di progettualità e di assoluto intento distruttivo per l’esistente. Sono sopravvissuti solo coloro che hanno basi solidissime e autonome sia culturali che economiche.

Ecco, va evitato che “politici” di questa tipologia tornino a governare la città.

Vanno cancellate situazioni politiche in cui con 1400 voti si possa monopolizzare e interdire una azione amministrativa. 

Insomma mandiamoli a casa una volta per tutte e non mi riferisco solo ai citati, ma a tutti quelli che gli somigliano politicamente.

E allora per le prossime elezioni chiediamo almeno due cose: un programma in dieci punti, sintesi di un programma vero, e una squadra di governo da dichiarare prima del voto, assessore per assessore. Questo per evitare che, come accaduto con Santucci, qualcuno collochi la propria compagna/o, o moglie/marito che sia, in giunta. 

Speriamo poi che questa volta sia donna. Intendo la sindaca che dovrà governare la città. E che non abbia fatto accordi con il sostrato mediatico-camorrista che abita la città e che ha già iniziato a muoversi con i soliti inutili idioti, per far andare ancora un volta al governo della città chi tiene famiglia e amici degli amici. 

Dico idioti in senso letterale, cioè persone di scarsa intelligenza, stupide, deficienti che il “politico” di turno manovra a proprio uso e consumo e che per sovrappiù dileggia dietro le spalle. 

Proprio l’altro giorno uno di questi “politici” sfigati e in decadenza che usa questi inutili idioti, come povere marionette, non ha potuto fare a meno di dire pensando forse di non essere ascoltato attentamente: “Io li uso e li pago per abbaiare. Tanto poi le querele se le beccano loro mica io…”. Gente tanto fessa da far simpatia.

Quando si dice la vita politica di provincia. Tra cippa lippa e supercazzole politiche.

Carlo Galeotti


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