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Viterbo – Nel disastroso finale dell’amministrazione Arena, caduta per mano di 18 consiglieri, 14 di maggioranza che hanno firmato per sfiduciare il sindaco, almeno una nota positiva c’è. In un periodo di crisi qualcuno movimenterà l’economia e non solo. Chiamando facchini per spostare mobili.
Prima ancora del consiglio decaduto, a essere revocata è stata tutta la giunta. I nove assessori, liberati dal ruolo hanno dovuto a loro volta liberare gli uffici comunali fino a quel momento occupati.
Ci si immagina il triste momento in cui qualcuno avrà tolto una cornice con foto dalla scrivania, magari un vasetto di fiori e un po’ tutti, materiale di cartoleria, cartelline con documentazione personale. Oltre ovviamente alla restituzione di badge e permesso per la sosta.
Di certo sarà andata così. A molti, ma non tutti.
Per qualcuno, lasciare la propria stanza, o meglio, le proprie stanze, deve essere stata un’operazione un po’ più complessa. Come la responsabile in giunta ai Lavori pubblici e vice sindaca Laura Allegrini.
Non aveva un solo ufficio, ma almeno un paio, in virtù delle deleghe ricoperte. In centro, a palazzo dei Priori e in periferia, a via Garbini.
Quando è arrivata la richiesta di liberare gli spazi, l’ex assessora ha dovuto rispondere, chiedendo un po’ di tempo.
Non si trattava di portare via due penne e quattro matite. Per rendere più accoglienti gli ambienti, probabilmente, aveva provveduto a posizionare mobili di sua proprietà. Un tavolo di vetro, due divani verdi e uno blu di pelle nelle stanze a fianco della Cappella Palatina a palazzo dei Priori, come la stessa Allegrini ha specificato e quindi un altro divano, sempre di pelle blu, stavolta nell’anticamera del suo ufficio in via Garbini.
A più riprese la responsabile ai Lavori pubblici è stata accusata dall’opposizione di non avere fatto abbastanza per migliorare la città.
Nessuno però potrà mai dire che non abbia contribuito e in modo significativo a rendere migliori i suoi uffici. Seppure per un breve periodo.
Giuseppe Ferlicca
